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Tra sfortuna e scarsa condizione: ecco come sono andati gli azzurri al Master 1000 di Miami

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Nel primo Master 1000, il torneo di Indian Wells, l’analisi finale per i colori azzurri recitava: tanta sfortuna e poca condizione fisica per i nostri azzurri. Fognini e Sinner hanno dovuto dare forfait rispettivamente al secondo turno e agli ottavi. Berrettini è sembrato molto affaticato nella sconfitta contro Kecmanovic. Mentre Sonego e Musetti non sono mai riusciti ad entrare in partita contro Opelka e Bonzi.

Nelle ultime 2 settimane di Marzo si è svolto il secondo Master 1000 dell’anno, sempre in terra americana, questa volta a Miami. Si sperava in una possibilità di riscatto per i 5 italiani che erano stati ammessi al tabellone principale (con addirittura 4 teste di serie). Lo scenario, invece, è stato molto simile al torneo californiano. I problemi fisici e il ritardo di condizione hanno fatto nuovamente da padrone, rovinando buone possibilità di risultato. A subirne le conseguenze è stato specialmente Sinner, che sembrava lanciato per raggiungere almeno una seconda semifinale consecutiva in questo torneo.

Discorso diverso per le donne che, prive della Giorgi, si sono dovute affidare ancora una volta a Jasmine Paolini, la quale a Indian Wells era stata la nostra sola portacolori in campo femminile, uscendo al terzo turno. Questa volta, però, l’atleta toscana tradisce e perde subito. A Miami, però, ha strappato la qualificazione al main drew anche Lucia Bronzetti che, con un po’ di fortuna e un po’ di bravura, si è spinta fino agli ottavi.

Come sono andamenti gli azzurri al Master 1000 di Miami?

Tabellone Maschile

Matteo Berrettini: Dopo un ottimo inizio di stagione, con la semifinale persa con Nadal agli Australian Open, si pensava che i problemi fisici che lo avevano estromesso dalle ATP Finals fossero solo un lontano ricordo. Invece, il nostro n.1 del tennis azzurro è stato ancora una volta estromesso da un torneo non da un avversario, ma dalla sfortuna. Un guaio fisico ha costretto Matteo a non scendere in campo già dalla partita di esordio del Miami Open.

E non si tratta  dei soliti dolori addominali. Berrettini, infatti, ha fatto sapere di aver accusato un serio problema alla mano (al mignolo per precisione) che lo ha costretto a finire sotto i ferri e che gli farà sicuramente saltare anche il Master 1000 di Montecarlo. I tempi di recupero non sono ancora chiari, la speranza è che riesca a riprendersi per difendere i punti ottenuti sulla terra rossa lo scorso anno, con la vittoria a Belgrado e la finale di Madrid. Ovviamente il suo torneo non è valutabile, ma la sfortuna sì, ed è decisamente eccessiva.

Jannik Sinner: I problemi fisici accusati a Indian Wells si erano fatti sentire per Jannik nei primi due turni di Miami. Dopo il bye al primo round, Sinner ha rischiato di uscire già al secondo, dove ha superato il finlandese Emil Ruusuvuori solo al tie-break del terzo set. Nel match successivo non ha giocato meglio ed è stato costretto ad annullare 5 match point, ma ha battuto in rimonta anche Pablo Carreno Busta per 5-7 7-5 7-5. Agli ottavi finalmente si è rivisto il Sinner che conosciamo e ha superato uno degli avversari più in forma del momento (Nick Kyrgios) in soli 2 set.

I quarti di finale contro il n.103 al mondo, Francisco Cerundolo, sembravano una formalità, ma riecco che la sfortuna è riapparsa. Il match tra l’azzurro e l’argentino è durato solo 5 game. Il n.10 al mondo è uscito dalla sfida precedente con delle vesciche che non gli permettevano di correre ed è stato costretto al ritiro. Così facendo non ha neanche potuto difendere la finale raggiunta la scorsa stagione. Il rammarico sale vedendo l’eventuale avversario della semifinale, un Ruud non proprio specialista del cemento. Visto il tennis giocato dall’altoatesino contro Kyrgios, le speranze di bissare la finale c’erano…

Lorenzo Sonego: Se fino ad ora la sfortuna e i problemi fisici sono state scuse valide, per il piemontese si tratta proprio di un momento no. Il tennis qualitativamente espresso non è neanche malvagio, secondo me è addirittura il migliore degli azzurri nel secondo turno. Però il torinese manca nei momenti chiave e avanti 6-3 si fa rimontare da un Denis Kudla tutt’altro che incontenibile. Rimane comunque il n.21 al mondo, e a Montecarlo sarà ancora testa di serie, ma si allunga la striscia di tornei negativi. Ora serve una settimana di riposo e poi bisogna reagire subito. I tornei steccati iniziano a essere troppi per la classifica che ha, e a breve inizia il periodo in cui avrà molti punti da difendere. Se Lorenzo non cambia marcia potrebbe perdere molte posizioni in classica.

Fabio Fognini: Anche Fabio poteva fare di più. Tornato ad avere il bye, viste le tante defezioni davanti a lui, nel secondo turno fatica e spreca tanto contro Taro Daniel, portando a casa il match solo al terzo set. A differenza di Sinner, però, al terzo turno contro Kyrgios non entra neanche mai in partita e viene spazzato via con un sonoro 6-2 6-4. Anche per Fabio tanta discontinuità nel corso del match. Fatica ad entrare in partita e, quando lo fa, spreca molto e non riesce ad esprimersi completamente. Molto meglio in doppio, dove aveva già realizzato un quarto di finale agli Australian Open e vinto il 500 di Rio. In coppia con Simone Bolelli, infatti, sono arrivati fino in semifinale, dove hanno perso contro la coppia che li aveva estromessi anche agli ottavi di Indian Wells (l’olandese Koolhof e il britannico Skupski).

Lorenzo Musetti: Altro giocatore assolutamente da ritrovare. A Indian Wells era uscito al secondo turno, in Florida saluta il torneo già al primo. Alexei Popyrin non è un avversario così irresistibile, ma è stato sicuramente più lucido nei momenti chiave. 7-5 7-6 è il punteggio con cui l’australiano si aggiudica la sfida contro il toscano. Lorenzo, purtroppo, è da mesi che fatica ad esprimersi al meglio e in America la storia non cambia. Ora Musetti punta al torneo di Marrakech per ritrovare la forma e provare a fare sulla terra rossa una figura migliore.

Tabellone Femminile

Jasmine Paolini: Il suo torneo è durato solamente 18 game, ossia quelli impiegati da Ekaterina Alexandrova ad avere la meglio sull’azzurra. Il discreto torneo di Indian Wells aveva illuso su uno stato di forma in crescita, invece bisogna cancellare e ripartire il prima possibile. Prima del torneo di Madrid ci saranno 2 settimane (tra Charleston e Stoccarda o Istanbul) in cui ritrovare certezze.

Lucia Bronzetti: L’unica che può dire di aver avuto un po’ di fortuna è proprio la tennista azzurra classe 98. La n.85 al mondo è entrata al torneo come lucky loser, ma ha mostrato subito di valere tale palcoscenico. Al primo turno vince un bel match contro un’avversaria decisamente più forte di lei, Aija Tomljanovic, n.39 del seeding. Lucia vince per 4-6 7-6 6-2, facendo capire da subito che lei è arrivata a Miami per fare bene. Nel secondo doveva esserci il derby italiano contro Camila Giorgi. Il forfait della torinese, però, ha portato alla Bronzetti un avversario più debole, ossia la svizzera Stefanie Vogele, che Lucia ha liquidato con un secco 6-2 6-1.

Per il terzo round la fortuna colpisce ancora. Anna Kalinskaya non scende in campo e questa volta niente ripescaggio, è qualificazione diretta agli ottavi. I quarti non sembrano impossibili, l’avversario è Daria Saville n.129 del raking. Però il sogno della romagnola si ferma sul 7-5 per l’australiana al terzo set.

Previsioni in vista Montecarlo

Se si guardano i risultati, senza vedere il contesto, si potrebbe dire torneo non negativissimo per l’Italia. Tuttavia i tanti ritiri per infortuni (di Berrettini, Sinner, Giorgi) e le eliminazioni ai terzi set combattuti (di Sonego e Bronzetti) ci fanno dire che con un po’ più di fortuna sarebbe potuto essere un torneo ben più gioioso per i colori azzurri.

Ora è importante per tutti trovare ritmo nei tornei minori per fare bene nei 1000 di Madrid e di Montecarlo. L’obiettivo primario di tutti, però, è entrare in condizione per poter far la migliore figura nei due principali appuntamenti sulla terra rossa in programma tra maggio e giugno. Gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros.

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Giovanni Oriolo

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