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V come Giro delle Fiandre: Mathieu Van der Poel e il duello mancato

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La piazza principale di Anversa brulicante di tifosi alla caccia di autografi è divenuto un vero e proprio emblema di ciò che il ciclismo rappresenta. Un’unione di passione e competizione che si mischia con storia e tradizione per un concentrato chiamato Giro delle Fiandre.

Fra le più antiche tra le Classiche del Nord, la Ronde van Vlaanderen si prepara a vivere la sua 106ª edizione nella speranza di restituire al Belgio quella vittoria che manca dal 2017, quando Philippe Gilbert fece saltare letteralmente il banco con un’impresa d’altri tempi. Nonostante sia trascorso soltanto qualche anno da quel giorno di aprile, i tifosi di casa sono pronti a vivere la tradizionale cavalcata solitaria, sempre che qualcuno non voglia rovinare la festa a Mathieu Van der Poel.

L’uomo da battere: MVDP

Mathieu Van der Poel al Giro delle Fiandre 2020 ©photonews.be

Come l’agnello sulle tavole pasquali, il duello sulle strade del Fiandre è praticamente d’obbligo. Che si tratti di Museeuw contro Tchmil, Cancellara contro Boonen oppure Terpstra contro Pedersen poco importa, ciò che conta è avere una sfida da consumare sull’altare del Oude Kwaremont. Nel ciclismo dei secondi anni ’20 a farla da padrone è la contesa fra Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel, tuttavia il remake dell’edizione autunnale del 2020 non potrà ripetersi complice l’assenza di uno dei due protagonisti. Pronto a presentarsi al foglio firma con le stigmate di “favoritissimo”, il campione belga avrebbe voluto puntare alla conquista di uno dei pochi trofei che mancano nella sua bacheca, ma una positività al Coronavirus lo ha costretto a dar forfait proprio alla vigilia di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Allora spazio completamente a Van der Poel che si presenterà al via di Anversa con l’obbligo di giungere a Oudenaarde a braccia levate. Nonostante il problema alla schiena patito nella prova a cinque cerchi e il lungo stop che gli ha impedito di allenarsi nel corso dell’inverno, l’alfiere dell’Alpecin-Fenix è rientrato con il botto aggiudicandosi il gradino più basso del podio della Sanremo e facendo il “bello e il cattivo tempo” nel corso della Settimana Internazionale “Coppi & Bartali” nella quale ha attaccato e ha colto il primo successo stagionale in volata. L’atteggiamento garibaldino che contraddistingue il fuoriclasse olandese è emerso nuovamente durante la trionfale edizione dell’“Attraverso le Fiandre” nel quale Van der Poel ha messo alla frusta l’intero gruppo sui muri prima di allungare negli ultimi due chilometri. Nessun alibi potrà quindi fermare il figlio di Adrie al quale potrebbe bastare un allungo durante l’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont oppure sul Paterberg per metter in crisi gli avversari.

Il duello fra Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert al Giro delle Fiandre 2020

Lo squillo solitario: Pidcock, Laporte, Pogacar

Thomas Pidcock batte Wout Van Aert e Matteo Trentin alla Freccia del Brabante 2020 ©EPA

Analizzando la storia del Giro delle Fiandre, la competizione si è risolta spesso e volentieri con un attacco solitario di un atleta che sa metter in scacco l’intero gruppo. A volte questo copione è stato applicato dai principali favoriti della vigilia, in altri casi sono stati vere e proprie sorprese che hanno saputo far fruttare le proprie doti da finisseur. Basta ricordare l’impresa di Alberto Bettiol per comprendere di cosa stiamo parlando. In molti potrebbero ambire a questo ruolo, però sono tre i nomi che spiccano su tutti a partire da Thomas Pidcock, grande protagonista dell’ “Attraverso le Fiandre”. Dopo aver vissuto un inverno da protagonista con il titolo mondiale di ciclocross messo in bacheca, l’inglese dell’Ineos-Grenadiers ha vissuto un periodo particolarmente difficile, complici alcuni problemi gastro-intestinali che ne hanno rallentato il percorso. Il colpo di pedale non è però venuto a mancare e sulle pietre del Belgio potrebbe ricomparire il talento emerso già alla Freccia del Brabante dodici mesi fa. Il tutto sarà legato invece alle tattiche di squadra per Christophe Laporte il quale potrebbe anticipare allungando da lontano per far saltare il banco insieme a Tiesj Benoot. Gli attacchi in simbiosi sono divenuti ultimamente la specialità in casa del transalpino che, insieme a un ottimo spunto veloce, potrebbero diventare decisivi ai fini della corsa. “Last but non least” Tadej Pogacar la cui presenza è impossibile da far passare sottotraccia. Il “campionissimo” sloveno ha dimostrato di saper andar forte su tutti i terreni, sterrati e strappi compresi, tuttavia non ha negato come le classiche del Nord siano tutt’altra cosa. Considerata la brevità dei muri, il numero uno dell’UAE Team Emirates dovrà provare a fare il forcing già dal secondo passaggio sull’Oude Kwaremont seguito dal Paterberg e da una serie di sali-scendi continui contraddistinti da Koppenberg e Taaienberg inframmezzati dai pavè di Mariaborrestraat e di Stationberg. Molto dipenderà da se troverà collaborazione da qualche outsider e dalla condizione fisica con cui si presenterà al via, tuttavia il nome “Pogacar” è già di per sé sinonimo di “spettacolo”.

L’attacco di Wout Van Aert e Christophe Laporte all’E3 Saxo Bank Classic 

La volata: Matthews, Pedersen, Demare

Mads Pedersen sull’Oude Kwaremont durante il Giro delle Fiandre 2018 ©Sirotti

Occorre tornare al 2011 per rivedere un gruppetto giocarsi le proprie chance allo sprint. Lasciando per un attimo da parte Nick Nuyens, questo scenario è probabilmente il meno pronosticabile fra quelli presentanti, tuttavia non si può nascondere come il percorso del Giro delle Fiandre strizzi l’occhio ai velocisti più resistenti. Fra essi spiccano i nomi di Michael Matthews, Arnaud Demare e Mads Pedersen. Se i primi due hanno raggiunto o sfiorato più volte la top ten nella classica monumento negli ultimi anni, il terzo se l’è giocata fino in fondo nel 2018 facendosi conoscere al mondo intero. Tutti e tre hanno saputo emergere in questo inizio di stagione denotando una buona condizione. Se sapranno resistere ai continui strappi e se le situazioni favorevoli si allineeranno fra loro, i tre potranno giocarsi le proprie chance allo sprint. Insieme a loro non avrebbe sfigurato senza dubbio l’eritreo Biniam Girmay, vincitore della Gand-Wevelgem e deciso a festeggiare quest’affermazione con la propria famiglia. La sua assenza potrebbe pesare nell’economia della gara se non ci fosse all’interno della sua squadra un certo Alexander Kristoff il quale sa come si vince un Fiandre.

Il secondo posto di Mads Pedersen al Giro delle Fiandre 2018

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Marco Cangelli
Giornalista presso la testata online "Bergamonews" e direttore della web radio "Radio Statale", sono un appassionato di sport a 360 gradi. Fondatore del format radiofonico "Tribuna Sport" e conduttore del programma "Goalspeaker", spazio dal ciclismo all'atletica leggera, passando per lo sci e gli sport invernali

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