Ciclismo

Osservati speciali, sei talenti alla ricerca di un posto nel ciclismo mondiale

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Ogni anno il ciclismo sa regalare emozioni e grandi novità. In vista della nuova stagione abbiamo deciso di andare analizzare gli “osservati speciali” del pedale internazionale, atleti pronti a dimostrare tutto il proprio valore dopo aver avuto alcune stagioni più complesse. Quattro uomini e due donne, ecco chi sono i nostri “osservati speciali”, nomi da segnarvi sul taccuino in vista dell’annata 2023.

Thymen Arensman

Thymen Arensman impegnato alla Vuelta 2022

Dopo appena due anni e mezzo in continua ascesa alla DSM, per l’appena 23enne olandese è già arrivata la chiamata della INEOS Granadiers. La squadra inglese potrebbe essere il trampolino di lancio giusto per il definitivo salto di qualità come uomo di classifica: sicuramente di piccoli giri, vedremo se anche da Gran Tour. Nella scorsa stagione, Aresman, ha mostrato di avere quel talento tanto decantato nelle categorie giovanili. I primi buoni risultati sono arrivati in Italia, dove ha chiuso 6° nella classifica generale della Tirreno-Adriatico e 3° al Tour of Alps. Al Giro d’Italia arriva con i gradi di ultimo uomo di Bardet. Però, dopo il ritiro del francese, si riinventa cacciatore di tappe sfiorando il successo nella tappa 16 (Salò-Aprica), che chiude a 7” dal vincitore Jan Hirt, e nella cronometro finale a Verona, dove fa sempre 2° dietro Sobrero. Proprio nelle prove contro il tempo si rivela un avversario da non sottovalutare, trovando anche la sua prima vittoria da professionista nella tappa finale del Tour di Polonia. Giro che sfiora, ma che perde per soli 11” da Ethan Hayter. Le grandi soddisfazioni, però, arrivano alla Vuelta de Espana dove trova la sua più bella vittoria della carriera nella tappa che arrivava sulla Sierra Nevada (tappa 15). Giornata di fuga conclusa con una vittoria netta, da 1’23” al primo inseguitore. Thymen prova anche a replicare nella frazione con arrivo a Puerto de Navacerrada, ma la vittoria gli sfugge per soli 8”. Questa ottima seconda parte di Vuelta gli permette di chiudere al 6° posto della generale e probabilmente ricevere l’interesse della INEOS.

Eleonora Camilla Gasparrini

Eleonora Camilla Gasparrini impegnata nella MerXem Classic 2022 © Anton Vos

La 20enne torinese è uno dei prospetti più interessanti e attesi del ciclismo italiano. Dopo aver fatto incetta di risultati fra le juniores aggiudicandosi i titoli italiano e continentale su strada e quelli mondiali su pista, la giovane azzurra si è ben difesa fra le èlite con la maglia della Valcar-Travel & Service in particolare nelle classiche del Nord andando a segno nella MerXem Classic e cogliendo il podio nella prestigiosa Ronde van Drenthe vinta da Lorena Wiebes. Tanto veloce quanto capace di resistere sui percorsi più accidentati, Gasparrini sarà ora chiamata a dimostrare il proprio talento fra le fila dell’UAE Team ADQ dove ritroverà le compagne Silvia Persico e Chiara Consonni con le quali dovrà far i conti per un posto fra le migliori nelle prove di un giorno.

Charlotte Kool

Charlotte Kool vince la terza tappa del Simac Ladies Tour davanti alla compagna Lorena Wiebes © GettyImages

Il Team Dsm ha perso molto in offseason con l’addio di Liane Lippert e soprattutto Lorena Wiebes, la velocista più dominante del mondo, passata alla Sd Worx. Avvicinare le sue ventitrè vittorie del 2022 sarà impossibile, ma Charlotte Kool potrà sicuramente contribuire alla causa. Dopo un anno da leadout di Wiebes, avrà l’occasione di misurarsi contro le migliori velociste del mondo, che spesso ha rischiato di battere già lo scorso anno. Al Giro Donne è stata molto vicina a Balsamo e Vos, nel 2023 l’obiettivo sarà lasciare il segno nel World Tour.

Antonio Tiberi

Antonio Tiberi coglie la prima vittoria da professionista al Giro d’Ungheria © Sprintcycling

Dopo l’addio di Vincenzo Nibali al ciclismo pedalato, l’Italia ha perso l’unico grande punto di riferimento per le corse a tappe delle ultime stagioni. Il siciliano, ora consulente della nuova Professional Q36.5 Pro Cycling Team, ha lasciato un vuoto difficile da colmare. Ma all’orizzonte, con un po’ di ottimismo, si intravede qualche nome su cui puntare nel futuro. Da osservare con grande attenzione in questo 2023 è Antonio Tiberi, che nel 2021 ha corso proprio insieme a Nibali nella Trek-Segafredo. Il classe 2001, nativo di Frosinone, sta per cominciare infatti la terza stagione con la squadra statunitense. Forte a cronometro (campione del mondo nella categoria Juniores nel 2019), abile in salita, Tiberi è un profilo da classiche e da corse a tappe. Proprio in quest’ultime si è reso protagonista lo scorso anno, conquistando la prima vittoria da professionista nella quinta tappa del Giro d’Ungheria, dove nel 2021 terminò terzo nella generale. Ha chiuso la stagione debuttando in un grande Giro, la Vuelta di Spagna, e quest’anno ci si aspetta un ulteriore passo avanti. Corse a tappe di una settimana, corse di un giorno e prove contro il tempo: ogni volta che Tiberi attacca il numero dietro la schiena va seguito particolarmente!

Jay Vine

Jay Vine vince la sesta tappa della Vuelta di Spagna 2022

La Zwift Academy regala sempre emozioni e soprattutto talenti. Se nel 2022 è emerso un “astro nascente” come Luca Vergalitto, nel 2020 a vincere fu l’australiano Jay Vine. Chiamato sino a quel periodo a correre con una squadra dilettantistica in Australia e ormai rassegnato a ricoprire un ruolo di secondo piano, l’atleta oceanico si è ritrovato nel periodo del lockdown allenandosi in casa con Zwift e puntando addirittura ad iscriversi all’Academy. Risultato? Edizione vinta e contratto con l’Alpecin. Il 2021 parte molto bene con il secondo posto della generale del Giro di Turchia, ma è il 2022 il suo primo vero anno importante: due tappe vinte alla Vuelta e vicino a vincere la maglia verde di miglior scalatore. Sono molti i trade-union con Vergallito: la Zwift Accademy, l’essere esplosi più tardi della media e soprattutto caratteristiche fisiche e ciclistiche. Anche Vine rappresenta lo scalatore moderno: alto e snello, ottimi wattaggi in salita che lo rendono uno scalatore purissimo e forte a cronometro (fresco vincitore dei campionati australiani). Il 2023 correrà per il team UAE e già si parla di lui come il prossimo gregario di lusso in salita di Pogacar. Ma potrà anche dire la sua come uomo di classifica in corse di una settimana e avere spesso la libertà di cacciare tappe prestigiose e maglie di scalatore. C’è quindi grandissima attesa nel vedere la stagione di Jay Vine.

Axel Zingle

Axel Zingle vince la Route Adélie © OUEST FRANCE MAXPPP

Tre vittorie e quasi una ventina di piazzamenti in top-10, ciò basta per declinare il 2022 pressoché da neoprofessionista di Axel Zingle. Numeri normali per una qualsiasi ruota veloce, ma Zingle non è una ruota veloce. Per quanto dotato di un ottimo spunto, tanto da esser riuscito a battere negli ultimi mesi i più quotati Capiot e Merlier, le vere doti dell’uomo Cofidis sono una grandiosa maestria tattica e l’esplosività, quest’ultima ben messa in luce in occasione della grandiosa azione che gli valse il successo nella prima tappa della scorsa Artic Race of Norway. Caratteristiche che ne fanno un nome appetibile per svariate tipologie di corse, da quelle più “vallonate”, tipiche del calendario nazionale francese, alle classiche del nord. Cosa aspettarsi dal 2023 di Axel Zingle? Sicuramente tanti piazzamenti. Per la prima volta potremo testarlo sui muri marchigiani della Tirreno, sulle pietre fiamminghe e sulle cotes del Limburgo neerlandese dell’Amstel. Sarà un anno di svolta per le sorti della carriera dell’alsaziano.

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