Ciclismo

Gilbert e la Milano-Sanremo 2020 per entrare nell’Olimpo

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Tempo di riposo per ricaricare le energie in vista della prossima stagione, lo è anche per Philippe Gilbert. La prossima potrebbe essere storica per lui, forse più delle altre. I limiti esistono perché indicano un confine, talvonta vengono creati per essere superati: mai nessuno nell’epoca moderna – vale a dire gli ultimi quattro decenni – è riuscito nell’impresa di aggiudicarsi tutte le cinque Monumento. Il campione di Verviers, che il prossimo anno sarà un corridore della Lotto-Soudal, avrà un appuntamento importante il 21 marzo 2020 con l’unica di quelle magiche cinque che manca nel suo palmares.

La Milano-Sanremo è la prima appuntamento nel calendario mondiale UCI, chiama tutti a raccolta per conquistare una vittoria che, presa singolarmente, dà per certi versi un senso alla stagione. Gilbert comincerà un nuovo percorso nella prossima annata e lo farà con il team belga pronto a riaccoglierlo a braccia aperte, dopo la militanza dal 2009 al 2011. Per lui un contratto triennale, la volontà di sposare un nuovo progetto – cui sarà capitano e faro principale – e la possibilità ulteriore di inseguire gli obiettivi prefissati quali le classiche e le corse di un giorno.

Soprattutto le classiche, appunto. Ed è forte il richiamo della mente a quel 21 marzo 2020 che può segnare la storia del ciclismo, ancora una volta e in formato inedito per le generazioni nate dopo tre mostri sacri come Rick van Looy, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck, anch’essi belgi. Se dovesse vincere la Classica di Primavera, Gilbert conquisterebbe tutte le cinque classiche monumento, diventando il quarto di sempre e il primo dal 1977. La Leggenda senza tempo, 37enne ad agosto, entrerebbe così di diritto nell’Olimpo, nella strettissima cerchia di eccelsi interpreti di uno sport epico, massacrante e ricco di storia, racconti di narrativa da mandare in estasi il lettore ad ogni pagina.

Chissà se lo stesso Gilbert non ci stia già pensando seriamente al grande colpo che potrebbe caratterizzare la prima parte di una stagione inevitabilmente segnata da Tokyo 2020. Già lo scorso anno aveva lanciato su Twitter l’hashtag motivazionale #StriveForFive per rendere il messaggio forte e chiaro: dritti alla cinquina, quella leggendaria. Il suo appuntamento con le vittorie alle monumento è cominciato nel Giro di Lombardia 2009, non tradì le attese e forte di una straripante condizione fisica, lasciò la concorrenza sul San Fermo portandosì con sé Samuel Sanchez, per poi batterlo in un’infiammante volata. Applausi entusiastici, ma era solo l’inizio. Un anno dopo concede il bis staccando sul San Fermo il mai dimenticato Michele Scarponi e arrivando in solitaria sul traguardo.

Nel 2011 diventa Leggenda conquistando il Trittico delle Ardenne: fece sua la Liegi-Bastogne-Liegi sbaragliando i fratelli Schleck a 250 metri dal traguardo di Ans. Prima di proseguire il suo feeling con le monumento, fa sua la prova in linea iridata di Valkenburg 2012. Poi è ancora classiche, la sua voglia di imporsi e dimostrare di essere ancora un corridore immenso in grado di aggiungere altri tasselli nella sua fantastica carriera. L’occasione si presenta al Giro delle Fiandre 2017 con i colori della Quick Step-Floors: lo squadrone belga fa la propria gara, Boonen e Trentin preparano il terreno. Gilbert ringrazia ai -55 km mette in scena un formidabile assolo. Lo vedranno solamente una volta tagliato il traguardo di Oudenaarde.

La quinta corsa monumento in termini di numeri, la quarta senza gli appositi conteggi, è un’altra prima volta, forse la più voluta, così tanto attesa e desiderata, per alcuni ormai impossibile da concretizzarsi. Ed è sulle pietre francesi più importanti nel mondo due ruote che ne aggiunge una al suo invidiabile curriculum, in nome della concezione che i limiti sono fatti per essere superati, abbattuti, domati come solo i campioni riescono a tenere a bada e domare i tratti in pavé della Parigi-Roubaix. Gilbert ci riesce il 14 aprile 2019, Domenica delle Palme, quando regola il tedesco Nils Politt, nuovo talento sbocciato, nel velodromo più famoso del ciclismo.

E in un’età in cui si può dire di aver esaurito ogni tipo di argomento – Valverde non sarà d’accordo con questa affermazione -, il Campione del Mondo 2012 affronterà altre tre stagioni con la sua solita serenità che l’ha contraddistinto nelle sconfitte e nei trionfi, 77 fino ad ora. Perché un argomento c’è è può essere più di una suggestione, benché difficile da tramutare in vittoria: Philippe Gilbert ha modo di poter giocarsi le proprie chances nella monumento – due volte terzo nel 2008 e 2011 – che gli consentirebbe di raggiungere quei tre appartenenti a un’altra epoca. Lui, che pagine importanti di questo sport le ha abbondantemente scritte, ha tutte le intenzioni di coronare quel sogno d’amore chiamato Sanremo.

La Redazione
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