Le Nostre StoriePallavolo

Il nostro palazzetto: storie di pallavolo dal vivo

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La pallavolo dal vivo ci manca. Certo, per fortuna esistono internet e la tv che ci consentono di non perderci le partite più importanti di Superlega o di Champions League, ma ci si accorge che non è la stessa cosa. Da ormai quasi un anno i palazzetti sono stati svuotati della loro anima. Quel luogo capace di emanare calore e passione ora assomiglia più ad uno scatolone vuoto, ravvivato solo talvolta dalle gesta degli atleti in campo. In attesa di tornare a riempire gli spalti e a tifare per i nostri beniamini, tuffiamoci nel passato e apriamo il libro dei ricordi raccontando alcune delle nostre esperienze più belle vissute all’interno del palazzetto.


Superlega 2018/19, Globo Sora-Modena

Un sogno ad occhi aperti. Tifare per una squadra della propria provincia in Superlega e veder giocare i migliori pallavolisti del mondo a pochi chilometri da casa. Un’esperienza che ad ogni appassionato di volley piacerebbe vivere. Io ho avuto la fortuna di farlo più volte grazie alla Globo Sora, squadra che ha militato nel massimo campionato italiano dal 2016 al 2020. Quest’ultimo è purtroppo stato l’anno in cui l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19 ha provocato danni irrevocabili alla struttura economica della formazione ciociara. La Globo Sora ha così rinunciato ad iscriversi al campionato di Superlega in corso, ripartendo dalla Serie C: un colpo durissimo. Ma torniamo a tempi più lieti, al sogno ad occhi aperti di cui parlavo inizialmente. È il 26 Dicembre 2018, la giornata di Santo Stefano e sul campo si celebra il Boxing Day. Al PalaCoccia di Veroli c’è il pienone, stanno per sfidarsi la squadra di casa (Globo Sora) e Modena, la terza in classifica. L’attesissimo Ivan Zaytsev ha dato forfait poco prima dell’inizio del match per un piccolo infortunio, ma la squadra emiliana è piena di grandi stelle. A partire dalla panchina, oscurata dalla ressa dei tifosi nel pre-partita per incontrare Julio Velasco, la “mente” della Generazione dei Fenomeni. Io, come tutti, mi aspettavo un solito 3-0 a sfavore di Sora.

Le precedenti partite con le big parlavano chiaro, c’era poco da sperare. E invece sotto il frastuono dei tifosi, che da ormai un anno non riempie più i palazzetti di tutto il mondo, la squadra di casa lotta recuperando due set e portandosi sul due a due. Entusiasmo alle stelle dopo quattro frazioni di gara combattutissime. Le orecchie fischiano e aver portato al tie break una delle formazioni più forti al mondo è già una grande soddisfazione, ora si aggiunge la speranza concreta della vittoria.  Ma non bastano gli straordinari di Dušan Petković e Joao Rafael, 32 punti totali per il primo e 29 per il secondo, Modena alla fine espugna il PalaCoccia. Torno a casa consapevole di aver assistito ad uno spettacolo difficilmente ripetibile ai miei occhi. La conferma, sicuramente aspra, è arrivata l’anno scorso con l’iscrizione di Sora in Serie C.

Di Marco D’Onorio


Coppa Italia 2018/19, finale: Civitanova-Perugia

Per me la domenica è sinonimo di pallavolo e palazzetto. E la grande sfida tra Civitanova e Perugia nella finale di Coppa Italia 2018/2019 all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, in quella (stra)ordinaria domenica di febbraio di due anni fa, è una tra le partite più emozionanti a cui ho assistito dal vivo. Premetto che, sin da piccola, ho sempre tifato Trento e fino all’ultimo ho sperato di vedere la squadra trentina sul campo tricolore bolognese; speranza sfumata la sera prima della finale e che mi aveva lasciata un po’ con l’amaro in bocca. Nonostante questa assenza, l’atmosfera speciale con i novemila appassionati e il tie break mozzafiato, hanno reso la finale Sir-Lube davvero avvincente. Il pomeriggio si era aperto con la finale di Coppa Italia di A2, tra Piacenza e Bergamo: per me è stato il saluto anticipato ad Alessandro “Fox” Fei, uno degli azzurri campioni del mondo, che da qualche mese ha rinunciato alla pallavolo giocata. È stata anche l’ultima volta che ho visto scendere in campo con la maglia della Lube Tsvetan Sokolov. Il numero 1 di Civitanova si era reso vero protagonista della gara, con una battaglia testa a testa con Wilfredo Leon, l’altro gigante presente in campo. Il match tra Civitanova e Perugia è stato spettacolo puro, per nulla scontato: due ore e mezza di scambi coinvolgenti, che hanno tenuto con il fiato sospeso fino al fischio finale me e gli altri appassionati presenti. Gli umbri avevano ribaltato completamente le sorti della partita e avevano alzato la coppa, proclamandosi vincitori tra l’incredulità e la tristezza dei supporter marchigiani e gli applausi dei loro tifosi, entusiasti per il risultato ottenuto.

“Che partita incredibile.” Già, inaspettata e incredibile.

Avrei potuto elencare tanti altri momenti fantastici legati alla pallavolo, come la tappa dei Mondiali 2018 a Milano, il big match Milano-Modena al Forum di Assago o la prima volta con il pass al collo in zona stampa all’Arena di Monza. La finale di Coppa Italia, però, me la ricorderò proprio per le emozioni che mi ha regalato perché, indipendentemente dal tifo e dalla squadra, ho vissuto una serata di pallavolo spettacolare e di altissimi livelli.

Di Ilaria Brignoli


Champions League 2008/09, Galati-Bergamo & Final Four, Coppa Italia 2012/13

Ci sarebbero tanti momenti anche più recenti di quelli raccontati nelle prossime righe ma sono due i ricordi legati alla pallavolo vissuta dal vivo che voglio condividere.

Andando con ordine, la prima partita vista al palazzetto con gli occhi di un giovane pallavolista fu una apparente sfida di poco conto tra il Metal Galati e la Foppapedretti Bergamo, valida per il girone C della Champions League 2008/2009, vinta qualche mese più tardi dalla stessa formazione bergamasca. Per un ragazzo che si stava ancora innamorando di questo sport, poter osservare da così vicino quella squadra ricca di campionesse (due su tutte Eleonora Lo Bianco e Francesca Piccinini), viste fino a quel momento solo in tv, era un’emozione unica.
La motivazione dopo quella partita fu enorme, in fondo c’era solo più potenza, più velocità, la rete più alta e un palazzetto enorme al posto della palestra di paese, ma la pallavolo era sempre la stessa di quella che stavo imparando e il sogno era diventato quello di poter raggiungere quel palcoscenico in futuro.

L’altro ricordo che scelgo è legato alla Final Four di Coppa Italia maschile 2012-2013. Il format delle semifinali in sede unica è una vera manna dal cielo per gli appassionati che possono godersi – nel migliore dei casi – quasi sei ore di pallavolo e per di più nella sua massima espressione. Al Mediolanum Forum di Assago la Trento campione di tutto sfidava nella prima semifinale la cenerentola Vibo Valentia (proprio come quest’anno sorpresa del campionato) guidata dall’attuale CT Gianlorenzo Blengini. Tra le fila della Tonno Callipo militavano in quella stagione diversi giocatori emergenti che sarebbero poi diventati protagonisti nelle big del nostro campionato come Tine Urnaut e Simone Buti. Finì con un inevitabile 3-0 e la speranza di vedere una partita più combattuta non fu rispettata, ma le magie al palleggio di Raphael e i colpi stilisticamente impeccabili di Juantorena valevano da soli il prezzo del biglietto. La seconda semifinale – Lube Macerata contro Modena – invece la ricordo principalmente per il calore delle due tifoserie che dai due angoli opposti del palazzetto incitavano la loro squadra del cuore. Partita più combattuta della prima ma anche qui pronostico rispettato con la Lube – vincitrice pochi mesi prima dello scudetto nel V-Day – ad imporsi per 3-1. Un pomeriggio intero a godersi la miglior pallavolo del mondo, osservando a pochi metri di distanza le gesta di alcuni tra gli eroi azzurri di Londra 2012, immerso in quel fantastico microcosmo che è il palazzetto.

Di Davide Bottarelli


Mondiali 2018 & Superlega 2019/20, Milano-Civitanova

Ricordo ancora quando sono entrata in un palazzetto per la prima volta. Dopo tante partite viste in televisione, ero finalmente lì a gustarmi lo spettacolo dal vivo e me ne sono innamorata. Sugli spalti è tutto amplificato: innanzitutto le emozioni, sia che si tratti della gioia di una vittoria o della delusione di una sconfitta, poi le esultanze dopo un punto, i cori cantati a squarciagola, il fiato sospeso durante un video check, il suono sordo dell’impatto con il pallone durante una schiacciata o un primo tempo scagliato sul taraflex, l’eleganza delle pipe, le difese impossibili.

Ho tanti bei ricordi legati alla pallavolo, tra questi vi sono sicuramente le partite della Nazionale. Un posto speciale nei miei ricordi è occupato dai Mondiali del 2018. Essere lì, a sventolare il tricolore e cantare l’inno insieme agli altri 10mila del Forum sold out è stata un’emozione fortissima. In quel momento non esisteva le storica rivalità tra le squadre, ma eravamo tutti uniti a tifare la maglia azzurra. Un altro ricordo a cui sono particolarmente legata è Milano-Lube Civitanova dell’Ottobre 2019. La Lube è priva di Bruno, ma il secondo palleggiatore D’Hulst, subito dopo la perdita del padre, arriva a Milano per aiutare la squadra. Il suo gesto è un esempio di sportività e dedizione. Vedere tutto il palazzetto dedicargli un lungo applauso e i suoi compagni abbracciarlo stretto è stato incredibilmente commovente.

Di Valentina Carlini


Superlega 2003/04, Finale scudetto: Treviso-Piacenza

La Sisley Treviso è la squadra che avrebbero voluto tutti nella loro città. Io ho avuto la fortuna di viverla. L’esperienza che ricordo maggiormente è quando ho vissuto dal vivo la vittoria per lo scudetto 2003/2004. Essere sul tetto della pallavolo italiana è un’emozione unica. Il momento più significativo, rimasto impresso nella mia memoria, è quello dell’invasione di campo dei tifosi, perché per la Sisley anche i tifosi erano e facevano squadra. Mi sono sentita una di loro quando sono scesa in campo, non c’erano distinzioni tra giocatori e tifosi. Festeggiare con loro su quel campo che li ha visti vittoriosi è stata una delle mie emozioni sportive più belle.

Di Francesca Chiariotti

La Redazione
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