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Sport invernali, storia di un weekend da ricordare

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Scrivere per ricordare. Per questo è doveroso lasciare nelle prossime righe una testimonianza completa di quanto accaduto tra sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre 2019. Perché ciò che abbiamo appena vissuto è uno di quei fine settimana raramente ripetibili. Uno di quelli dove l’Italia scolpisce un vero e proprio capolavoro tra il ghiaccio e la neve, senza nulla invidiare alle più grandi potenze del mondo degli sport invernali. Vale la pena dunque rivivere questo weekend memorabile, sia per chi non ha potuto seguire sia per chi può orgogliosamente definirsi testimone oculare.

In due giorni la nazionale italiana ha calato quasi tutte le migliori carte in tavola incassando ben quattro successi e dieci podi in quattro differenti discipline invernali. Due sole rivali hanno fatto meglio nello stesso weekend: una è l’irraggiungibile Norvegia, salita sul gradino più alto del podio in dieci occasioni; l’altra invece è la Corea del Sud, che ottiene numerosi piazzamenti di rilievo soltanto nello short track. Per capire meglio la portata dell’impresa, persino la Germania (tradizionalmente in competizione con la Norvegia per la leadership del medagliere olimpico) è tornata a casa con un bottino meno cospicuo degli azzurri. Con questi risultati alla mano, possiamo aspettarci una stagione invernale da incorniciare.

Da marzo a fine novembre, Östersund non è cambiata affatto. Nella località svedese dove si sono svolti gli ultimi Mondiali il biathlon parla ancora la nostra lingua. A dimostrazione del fatto che no, l’Italia non era semplicemente in stato di grazia quel famoso giorno, e sì, Dorothea Wierer resta la donna da battere in Coppa del Mondo. La staffetta mista a squadre detta legge dal primo all’ultimo cambio. Il pubblico prima si esalta per i poligoni in piedi di Vittozzi e Doro, poi soffre come nei migliori finali thriller al tentativo disperato di rimonta di Johannes Bø, ma Dominik Windisch controlla e sfrutta fino all’ultimo secondo tutto il vantaggio accumulato. Il giorno successivo la detentrice della sfera di cristallo sfodera ancora una volta l’arma segreta (la velocità sugli sci stretti) nella sprint, sconfiggendo tutte le avversarie nonostante un errore al tiro. Una vittoria che rievoca il primo successo della scorsa annata ad Hocfilzen (Austria), sempre nella sprint, quando Wierer trionfò per una manciata di decimi su Makarainen nonostante l’imprecisione al poligono. Se non è di buon auspicio questo…

Anche Killington per certi versi potrebbe essere considerata una colonia tricolore dello sci alpino. Federica Brignone (vincitrice nel 2018) consegna il testimone a Marta Bassino, e insieme firmano una clamorosa doppietta nel gigante femminile, soprattutto per il fatto di essersi messe entrambe alle spalle la grande favorita Mikaela Shiffrin. Finalmente il talento della 23enne cuneese culmina nella vittoria, addirittura nella specialità dove fino a poco fa sembrava più complicato imporsi, dato che ad ogni gara si contano almeno quattro o cinque pretendenti per il successo.

Intanto a Lake Louise per un solo punto Dominik Paris non diventa leader della generale al maschile. A rovinargli la festa prima è il tedesco Thomas Dressen per soli due centesimi, poi ci pensa Matthias Mayer in superG, nuovo pettorale rosso dal prossimo weekend. Tuttavia il 30enne azzurro può ritenersi fiero delil doppio podio ed un avvio di stagione senza precedenti nella sua carriera. Le quotazioni per la doppia coppetta di specialità continuano a crescere.

Dall’altro capo del mondo c’è un’italiana che non smette di sorprendere. Nonostante un anno di assenza dalle competizioni, Arianna Fontana continua a collezionare medaglie nello short track. Non contenta del secondo posto nei 500 m e il terzo nei 1500, la campionessa olimpica trascina la staffetta femminile al primo trionfo stagionale in Coppa del Mondo, approfittando della squalifica della Corea del Sud. Grazie anche alla costanza di rendimento di Martina Valcepina (seconda nella classifica di specialità dei 500 donne), tappa dopo tappa il settore femminile della nostra nazionale non smette mai di stupire.

Il Bel Paese sembra aver ritrovato inoltre Dominik Fischnaller. Colui che dagli esperti del settore era considerato l’erede di Armin Zöggeler nello slittino, finalmente pare aver trovato costanza di rendimento, da sempre il suo punto debole che gli ha impedito di lottare per la classifica generale. E il 26enne di Bressanone lo dimostra con il secondo podio in altrettante uscite.

Tuttavia, questo fine settimana memorabile non si è rivelato completamente “rose e fiori”. In particolare, è mancato il primo graffio di Federico Pellegrino nella sprint d’apertura di Coppa del Mondo di sci di fondo. L’argento iridato ha deluso le attese, terminando la propria corsa ai quarti di finale, così come le connazionali Lucia Scardoni Greta Laurent, che avevano fatto presagire al meglio dopo il primo e terzo tempo delle qualificazioni. Restando in quel di Ruka (Finlandia), male Alex Insam che non supera il taglio delle qualificazioni nel salto con gli sci, mentre buoni segnali provengono dalla combinata nordica con le top-10 di Samuel Costa ed Alessandro Pittin, sommate alla crescita costante di Aaron Kostner (due volte in top-20).

Luca Montanari
Dimostrerò che lo sport è una lettura semplificata della realtà. Instagram: @lucamontanari_98 Twitter: @Luca_Monta_

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