Ciclismo

Vincenzo Nibali, il riscatto del campione

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Sentivo il bisogno di scrivere queste righe su un vecchio quaderno. Sì, potete chiamarmi “tradizionalista”, ma credo che la carta e la penna rappresentino il miglior tramite per incidere le proprie emozioni. Meglio di una tastiera ed un schermo. E ieri pomeriggio un uomo di nome Vincenzo Nibali ce ne ha regalate di emozioni.

Venivamo da una grande mattinata con il Settebello che ha alzato la Coppa del Mondo e Simona Quadarella argento negli 800 sl, sempre ai Mondiali di Gwangju. Dopodiché i nostri occhi erano tutti puntati sul Tour de France. Penultima tappa, ma l’ultima che poteva cambiare le sorti della classifica generale. Ad aspettarci non c’erano emozioni azzurre, a differenza delle volate dove potevamo puntare ampiamente con Elia Viviani e delle tappe adatte ad una fuga come quella in cui abbiamo gioito grazie a Matteo Trentin.

Oggi non ci aspettava nulla di tutto ciò, anzi, a causa delle cattive condizioni meteorologiche, si parlava anche di un ulteriore accorciamento della tappa col rischio di fermarsi a corsa in corso (scusate il gioco di parole). Il meteo è stato clemente, anche il cielo si è fermato per godersi lo spettacolo dell’ultima lotta per la Maillot Jaune. La bagarre attesa per gli uomini di classifica non c’è stata. Tra di loro si è assistito solo al cedimento dell’idolo di casa Julian Alaphilippe, affaticato dai numerosi scatti e dall’attaggiamento da vero baroudeur nella prima settimana.

E se tra gli uomini che si giocavano il podio finale degli Champs-Elysées non è accaduto nulla, ad esaltarci ci ha pensato un corridore italiano, per nostra fortuna e gioia. Chi poteva essere se non Vincenzo Nibali? Lo Squalo dello Stretto ha rispettato ancora il suo soprannome colpendo la preda “vittoria” quando quasi nessuno se l’aspettava. Non è certo sinonimo di crudeltà, bensì di grande determinazione, tenacia per un uomo proveniente da una terra di passione e di amore come la Sicilia. Nella scorse tappe aveva centrato più volte la fuga, ma non era mai stato in grado di tentare l’attacco decisivo, Si sapeva, Vincenzo non voleva nemmeno partecipare a questo Tour e le gambe erano quelle che erano dopo un gran secondo posto al Giro d’Italia. Nell’ottava tappa, Saint-Etienne appariva come una vera e propria “Waterloo” per il nostro ciclismo, con le immagini di Alberto Bettiol e Vincenzo Nibali staccati e giunti al traguardo insieme con più di 4′ di ritardo, oltre alla perdita della maglia gialla da parte di Giulio Ciccone. Per Nibali erano in arrivo altre due settimane di vera sofferenza e noi con lui.

Oggi, invece, ha staccato i suoi compagni di fuga quando mancano più di 10km al traguardo. Il suo fisico sembra aver dimenticato i patimenti delle scorse tappe e la sua pedalata appare convinta. Vincenzo vuole a tutti i costi la vittoria di tappa, ma ci sono ancora lunghi chilometri di salita da percorrere. Man mano la grafica indica l’avvicinarsi del gruppo maglia gialla alle sue spalle, con il diminuire dei secondi di vantaggio dell’azzurro. 40″, 35″, 30″, la progressione dei big di classifica sta facendo sfumare il sogno di un Paese intero. Improvvisamente i secondi di vantaggio tornano a salire, avvicinandosi addirittura al minuto. C’era stato evidentemente un errore nel cronometraggio. Così noi torniamo a sognare e ad esaltarci sempre più. Mancano solo 3km, un breve tratto in discesa fa respirare lo Squalo che non esita a prendere rischi disegnando alla perfezione le curve, accompagnato dai nostri brividi. Un solo km al traguardo, la strada comincia a salire aspramente. La pedalata del siciliano si fa più pesante e impacciata e noi stringiamo i denti con lui. Da dietro sono sempre più vicini, 500m interminabili lo separano da una grande soddisfazione. Nibali alza le braccia al cielo, taglia il traguardo, poi si stende a terra con il sorriso sulle labbra e gli occhi stanchi ma felici: ce l’ha fatta! La vittoria è dedicata a suo nonno scomparso recentemente e che da lassù non potrà che essere orgoglioso di lui. Te la sei meritata tutta Vincenzo!

Il suo nome non appariva più in cima ad una classifica da quell’indimenticabile Milano-Sanremo 2018. Anche questa volta, dove sembrava proprio annullarsi ogni speranza di gioia, ci ha entusiasmato ancora e suscitato forti emozioni. Gli aggettivi e le parole per descriverti sembrano proprio essere terminate. Solo Grazie!

Marco D'Onorio
Fondatore di Vita Sportiva. Da tempo convivo con quella malattia cronica che mi fa appassionare a qualsiasi sport guardo. Stregato dalla magia del ciclismo.

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