A star is born

Il titolo del pluripremiato film di Bradley Cooper calza a pennello per descrivere la settimana da favola appena vissuta da Bianca Andreescu. La giovane tennista canadese, con chiare origine rumene, si è presa completamente la scena nel Masters 1000 di Indian Wells imponendosi contro tenniste più quotate e facendo partire il consueto giro di paragoni. Infatti la diciottenne ricorda molto per movenze e per stile di gioco la ex numero 1 e vincitrice dell’Open di Francia 2018 Simona Halep.

 Quella vissuta dalla Andreescu durante questa dura ma indimenticabile settimana può essere infatti alla base della  pellicola di un film : arrivata sul cemento californiano come wild card, nessuno avrebbe scommesso sulla continuità di risultati della canadese, numero 60 delle classifiche WTA prima di questo torneo e numero 150 all’inizio del 2019. Ben presto però anche i più scettici sono stati smentiti dalla dirompenza della tennista dell’Ontario, che grazie al suo potente diritto e al suo grande senso tattico è riuscita ad inanellare una serie incredibile di successi. Tenace e grintosa, questa è Bianca Andreescu: sa stare bene nel campo e capire i momenti clou del match, costringendo le avversarie sulla difensiva. Pro dal 2017, fino ad ora aveva collezionato apparizioni solo nei challenger e al primo turno di Wimbledon, ma quella vista in campo questa settimana sembrava una veterana.

Risolte velocemente nei primi turni le pratice Begu, Cibulkova, Voegele e Wang, ha iniziato ad aumentare il livello del suo tennis a partire dai quarti di finale: concesso un solo game alla forte spagnola Garbiñe Muguruza, si è ripetuta in semifinale battendo il duro scoglio Elina Svitolina in tre tirati set. Ad attenderla in finale c’era la tedesca Angelique Kerber, numero 8 al mondo e ultimo tassello mancante per compiere un vero e proprio capolavoro. Andata avanti di un set, la canadese ha dovuto contrastare il ritorno della Kerber, che prima ha pareggiato i conti e poi si è portata addirittura avanti di un break nel terzo e decisivo set. Nel momento in cui la canadese sembrava sul punto di alzare bandiera bianca, con grande determinazione e con una cattiveria agonistica fuori dal comune si è portata a casa il titolo di campionessa chiudendo 6-4 3-6 6-4 in 2 ore e 20 minuti di tennis scintillante.

All’ultimo punto conquistato si è lasciata andare ad un urlo liberatorio, iscrivendo il suo nome nella storia di questo torneo e del tennis femminile. Da oggi numero 24 al mondo, ma con la consapevolezza di poter competere con le migliori. Sarà sicuramente una mina vagante per l’imminente stagione su terra battuta e negli Slam futuri. È nata veramente una nuova stella ?

 

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