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Formula 1 2021: anno di transizione o di consacrazione?

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Se ne è parlato molto di questa stagione di Formula 1 2021, la seconda in epoca di pandemia: moltissimi volti nuovi, tra belle speranze e vecchie conoscenze, ma soprattutto un anno considerato da molti “di transizione”. In molte occasioni della scorsa stagione, giornalisti e team manager si riferivano alla stagione 2021 come un’annata di passaggio verso i veri cambiamenti del 2022. Una stagione di transizione appunto. Ma è davvero così? Dobbiamo davvero considerarla una stagione senza particolari aspettative?

Che sia un continuum della stagione precedente è innegabile: i motori sono stati congelati, quindi sono praticamente gli stessi per ogni team, salvo piccole modifiche. Per telaio e componenti invece i team di F1 avevano a disposizione i cosiddetti “due gettoni”, ovvero la possibilità di cambiare una o due parti della vettura a seconda del loro valore deciso dalla FIA: alcune parti come il musetto richiedevano due gettoni per essere cambiate, altre uno solo, come il DRS. E comunque, si tratta di cambiamenti minimi rispetto alla stagione precedente. Via libera invece allo sviluppo aerodinamico, unico settore in cui non sono previste limitazioni.

Detto ciò, la teoria della stagione di transizione sembra essere confermata. Inoltre, il calendario influenzato dalla pandemia, nel quale mancano alcuni dei circuiti solitamente presenti in una stagione regolare, e il regolamento, che è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno passato, rafforzano ancor di più questa etichetta. Eppure, per moltissimi motivi, potrebbe essere una stagione entusiasmante e di consacrazioni.


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Nuovi Team

Innanzitutto, i team: ci si presenta ai nastri di partenza con due nuove scuderie rispetto allo scorso anno. È vero, Renault e Racing Point hanno solamente cambiato nome e livrea, diventando rispettivamente Alpine e Aston Martin, ma c’è grande attesa e curiosità nel vedere in pista queste due nuove scuderie, per capire se si è trattato solamente di modifiche estetiche, oppure se c’è anche altro.

C’è grande attesa per valutare a che punto si trovi il progetto di crescita di Renault/Alpine e, sempre rimanendo in casa transalpina, per valutare lo stato di forma di Fernando Alonso, al rientro dopo due anni di assenza dalla massima serie.

La nuova Alpine. ©Alpine F1 Team, Twitter

E se si parla di attese ed aspettative, allora è impossibile non parlare della Racing Point/Aston Martin, il vero caso mediatico della scorsa stagione: miglioreranno ancor di più le prestazioni? Avranno a disposizione di nuovo i progetti Mercedes? Perché se così fosse, si tratterebbe delle tecnologie della W11, una macchina decisamente vincente. Ma se non bastasse, si aggiunge anche la componente Vettel: come saprà integrarsi il pilota tedesco nel nuovo team? Riuscirà a riscattarsi dopo l’ultima opaca stagione?

La nuova Aston Martin. ©Aston Martin, Twitter

Nuovi Piloti

Escluso il sopra citato Alonso, che non può essere considerato come un esordiente, la stagione di Formula 1 2021 vedrà in griglia diversi nuovi piloti rispetto alle passate stagioni.

Non ci sarà più Albon alla RedBull, relegato al ruolo di tester. E non ci sarà più nemmeno Kvjat in Alpha Tauri, sostituito da una giovanissima promessa, Yuki Tsunoda, classe 2000, già dimostratosi molto veloce nei primi test. Il cambio di pilota in questo caso è arrivato piuttosto inaspettatamente, forse spinto dalla Honda, che fornisce i motori e ha sicuramente un certo interesse nel poter vantare un pilota giapponese su un’auto motorizzata giapponese.

Infine abbiamo la Haas. È cambiato davvero molto nella scuderia statunitense: oltre alla livrea, sono cambiati entrambi i piloti. Al posto di Magnussen e del miracolato Grosjean, arrivano due esordienti: il primo è Nikita Mazepin, pilota russo piuttosto discusso in F2 per alcuni comportamenti sopra le righe, ma dotato di un buon talento e di un buon sponsor alle sue spalle che lo accompagna, fattore che probabilmente ha fatto gola a Steiner. Il secondo ha un cognome pesante, molto pesante in questo settore. Arriva con grandi aspettative, avendo vinto l’ultimo campionato di F2, e avrà molta attenzione mediatica intorno a sé. Per questo dovrà essere uno di quelli a cercare la consacrazione, nonostante sia solamente all’esordio. E se ci aggiungiamo il fatto che nelle tabelle dei team ha voluto farsi identificare con la sigla MSC, allora Mick Schumacher sarà davvero un osservato speciale.

Il figlio d’arte Mick. ©Haas F1 Team, Twitter

I Team che dovranno confermarsi

Per alcuni team non sarà solo una stagione di passaggio e transizione verso il 2022, anno in cui si prospettano piccole rivoluzioni, ma dovranno essere riconfermate le prestazioni dell’ultimo anno e raggiungere la definitiva consacrazione. Come accennato in precedenza, la Renault/Alpine è chiamata a continuare quel processo di miglioramento che la porti a diventare la terza forza del campionato.

Ma se si parla di consacrazioni, allora la vera protagonista è senza dubbio la McLaren: il team inglese, dopo anni di anonimato, si è classificato terzo nella scorsa classifica costruttori, stupendo per la continuità dei piazzamenti, e dovrà necessariamente continuare su questo trend. L’obiettivo è quindi quello di confermarsi come la terza scuderia del campionato, step fondamentale per tornare pian piano ai fasti del passato.

Non ce ne sarebbe bisogno, ma citiamo in questa sezione anche il team Mercedes-AMG Petronas. Di certo, Toto Wolf ed il suo team non hanno più nulla da dimostrare, e parlare di consacrazione per un team che vince il campionato da 7 anni è abbastanza riduttivo. Ciò che ci si aspetta da loro, in scia con le scorse annate, è un’obiettivo non troppo utopistico: lo sviluppo della macchina perfetta. Con la W11 ci sono andati decisamente vicino, ma se riuscissero a settare un’unica mappatura perfetta per qualifiche e gara, allora forse avremo sotto gli occhi la miglior monoposto di sempre. Ed a quel punto, potrebbe non esserci più bisogno di Lewis Hamilton (e del suo stipendio faraonico) per vincere il mondiale.

La nuova Mercedes W12. @Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Twitter

I piloti che dovranno consacrarsi

E se alcuni team dovranno confermarsi, la stagione di Formula 1 2021 dovrà invece essere quella della definitiva consacrazione per molti piloti. Uno di questi è certamente Lando Norris: l’inglese non può più essere considerato il timido e simpatico esordiente della McLaren, ma è diventato a tutti gli effetti un pilota veloce e aggressivo al punto giusto. Quest’anno però dovrà dimostrare di essere anche continuo nei risultati e completare un percorso di consacrazione che lo porti tra i top driver, anche perché potrà contare su un’ottima vettura e dovrà reggere il confronto con il neo compagno Ricciardo, uno che sa come si vince.

Parlando di giovani piloti che hanno dimostrato talento e dai quali ormai ci si aspetta molto, allora bisogna nominare anche Gasly: il transalpino ha dimostrato una buona continuità con la Alpha Tauri, ha fatto vedere le sue abilità nel corpo a corpo e ha coronato la stagione con una magnifica vittoria a Monza. Quest’anno ci si aspetta moltissimo da lui: se la macchina lo assisterà, dovrà puntare con grande regolarità alla top ten e cercare qualche piazzamento prestigioso se si presentasse l’opportunità. Anche perché, se vuole la RedBull, dovrà convincere di nuovo Horner.

Restano in casa RedBull, è arrivato probabilmente il pilota più atteso della stagione, un osservato speciale, Sergio Perez. Dopo una stagione pazzesca, dove ha dimostrato solidità, regolarità di risultati e un’abilità innata nella gestione dell’auto e della gara, Checo ha ottenuto finalmente quello che voleva da tempo: un top team. Sicuramente non sarà facile stare davanti alle Mercedes e avrà come compagno di squadra una figura decisamente ingombrante come Verstappen, ma se il messicano riuscirà ad essere quello dell’anno scorso, potremmo vederlo molte volte sul podio. Per lui potrebbe essere davvero la stagione della definitiva consacrazione.

E per i piloti della Ferrari? Se si considera che le auto della stagione di Formula 1 2021 sono delle varianti di quelle 2020, allora la SF21 non può essere considerata una vettura da posizione alte in griglia. Per Sainz e Leclerc non sarà facile raggiungere una certa continuità di risultati, e per la scuderia di Maranello sarà davvero una stagione di transizione, più che per ogni altro team.

Immagine in evidenza: ©Sergio Perez, Twitter; ©AlphaTauri, Twitter; ©Lando Norris, Twitter

Edoardo Brunello
Calciatore, cestista e pilota di F1 professionista. Ahimè no. Studio però Web Marketing & Digital Communication dopo una triennale in grafica, e spero di poter unire le mie due grandi passioni, sport e comunicazione, facendole diventare il lavoro della mia vita.

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