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NBA Playoffs 2019: Pistons e Pacers impegneranno Bucks e Celtics?

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Vita Sportiva si appresta a concludere la presentazione delle serie di 1^ Turno di questi NBA Playoffs 2019 andando ad analizzare le sfide tra Bucks (1) e Pistons (8) e tra Celtics (4) e Pacers (5). Sulla carta ci sono due chiare favorite, ma guai a dare per scontato qualsiasi risultato in Post-Season. Le vincitrici delle rispettive serie si andranno poi ad affrontare in una delle due semifinali in programma per quanto riguarda la Eastern Conference.

 

MILWAUKEE BUCKS vs DETROIT PISTONS

Partiamo dal principio: la serie vede protagonista la squadra con il miglior record della Lega ( 61-21, ciò significherà eventuale fattore campo a favore in caso di arrivo alle Finals per Milwaukee ) nonchè qualificatasi per prima alla Post-Season, contro la franchigia che ha conquistato il pass all’82esima e ultima gara di Regular Season.

Blake Griffin e Giannis Antetokounmpo

Il team capitanato dal candidato MVP Giannis Antetokounmpo arriva a questi Playoffs dopo aver disputato una delle migliori annata della propria storia; in estate il GM Jon Horst ha compiuto la scelta giusta, affidando la guida della panchina ad un Head-Coach come Mike Budenholzer, in grado di dare una vera identità al sistema di gioco dei Bucks. A ciò si è aggiunto l’arrivo in Free Agency di veterani specializzati nel tiro da fuori come Ersan Ilyasova e soprattutto Brook Lopez, scopertosi un cecchino da distanza siderale e, allo stesso tempo, un più che discreto rim protector ( 4^ per stoppate di media a partita e 1^ nella storia a viaggiare ad almeno 2 Triple segnate e 2 stoppate ad allacciata di scarpe ).

Brook Lopez in azione sul perimetro

Un altro enorme merito dell’ex-allenatore degli Atlanta Hawks è stato sicuramente quello di rivalorizzare Eric Bledsoe, giocatore tendenzialmente difficile da adattare all’interno di un sistema di gioco ben preciso, che quest’anno ha dimostrato di saper crescere ( complice anche l’assenza di Brogdon ) nella gestione del pallone nei possessi di gare punto a punto, seppur ancora con qualche eccesso nell’appoggiarsi al proprio istinto. Ad affiancare, poi, il Greco c’è Khris Middleton, autore di un’altra solida stagione sotto tutti i punti di vista, chiamato ad una prova di maturità in questa Post-Season.

Dall’altro lato, c’è una squadra che, avendo preferito non ricostruire da zero alcune stagioni fa, da anni naviga nel limbo della Lega, alternando cocenti delusioni a qualche partecipazione alla Post-Season, come quella di quest’anno. Il fulcro del gioco dei Pistons passa senza se e senza ma dall’ala grande e dal centro titolare del roster, rispettivamente Blake Griffin e Andre Drummond. Il primo ha saputo reinventarsi nel corso di queste ultime due stagioni, inserendo il tiro da 3 all’interno delle soluzioni offensive con cui colpire le difese avversarie ( le 9 triple a bersaglio in casa dei Thunder meno di 15 giorni fa ne sono l’emempio lampante ); il secondo domina la classifica dei rimbalzi da 4 annate e quest’anno è diventato il 4^ di sempre a classificarsi in Top 6 stagionale sia per stoppate totali che recuperi totali. Da quest’ultimo si chiede soprattutto un salto di qualità a livello mentale, poichè finora ha quasi sempre patito i match-up contro centri di livello ( vedi il duello con Embiid dove ne esce spesso e volentieri con le ossa rotte ); non avendo un lungo della sua stazza da potergli piazzare in marcatura, Drummond dovrà fare di tutto per cercare di essere il dominatore del pitturato.

Le stelle di Detroit, Griffin e Drummond

Il problema dei ragazzi allenati dall’ex-coach Raptors Dwane Casey sta nella mancanza di altri giocatori che veramente possono fare la differenza sul parquet. Ci si aspetta molto da Reggie Jackson, point-guard molto incostante, dalle cui prestazioni verosimilmente dipenderanno le speranze dei suoi; l’efficienza al tiro di Wayne Ellington, l’esperienza del georgiano ex-campione NBA Zaza Pachulia, l’apporto dalla panchina del sophomore Luke Kennard coadiuvato dal play Ish Smith saranno gli altri componenti da tenere in considerazione.

A livello tattico, Milwaukee sfrutterà sicuramente la possibilità di aprire il campo con Brook Lopez, allontanando così Drummond dal centro dell’area e permettendo di conseguenza di spianare la strada per le penetrazioni dei vari Antetokounmpo, Middleton e Bledsoe. I Bucks sono, tra l’altro, la squadra che concede meno tiri ( il 27% del totale ) e meno punti ( solo 29.6 ) dentro il pitturato di tutta Lega, zona in cui Griffin e soprattutto Drummond dovranno farsi valere. Detroit, dal suo canto, è una delle formazioni che difende meglio sul perimetro: nelle quattro sfide stagionali tra le due squadre, solo in un’occasione Milwaukee ha tirato con almeno il 40% da fuori.

Il pericolo pubblico numero 1 resta comunque Giannis Antetokounmpo, giocatore sempre più immarcabile su qualsiasi posizione del campo ( ha iniziato a prendere confidenza anche con il tiro da fuori ) a cui i Pistons non hanno un vero uomo che possa limitarlo. Una soluzione potrebbe Thon Maker, suo compagno di squadra fino a pochi mesi fa; a livelo di chili può pagare, ma è uno dei pochi nella Lega che ha le leve per quantomeno limitare il possibile MVP.

A prescindere da chi sarà in campo, il fattore infortuni potrebbe agevolare gli sfavoriti Pistons a tentare di impensierire la franchigia del Wisconsin, la quale si presenta al via di questo 1^ Turno orfana di Malcolm Brogdon ( difficilmente i Bucks lo riavranno tra le proprie fila prima delle semifinali di Conference ), point-guard/guardia titolare della squadra, fondamentale nell’organizzazione del gioco per il suo eccellente decision-making; Tony Snell e Nikola Mirotic invece, giocatori chiave in uscita dalla panchina per il sistema di Coach Budenholzer, non sono al meglio ma potrebbero essere recuperati già per Gara 1 di domenica notte.

In conclusione, i Bucks sono chiamati in questa Post-Season a confermare quanto di buono espresso in stagione regolare; se tutto va come previsto, è difficile auspicarsi una serie che vada oltre Gara 5, bensì è più facile che si possa chiudere addirittura in 4 partite.

Appuntamento a domenica notte all’1:00 per il via alle danze con Gara 1 al FiservForum di Milwaukee.

Pronostico: 4-0 Bucks

 

BOSTON CELTICS vs INDIANA PACERS

In quella che potrebbe rivelarsi la serie più avvincente dell’Eastern Conference, troviamo due squadre che arrivano a questa Post-Season con un record pressochè identico ( 49-33 contro 48-34 ) ma che, per aspettative e tipo di obiettivi ad inizio stagione, non ci si attendeva vederle così vicine alla fine della Regular Season.

Kyrie Irving in attacco contro Myles Turner

Reduci dall’uscita in Gara 7 delle Finali di Conference per mano dei Cavs di LeBron James, la possibilità di avere quest’anno a pieno regime (a differenza del 2017-18) i due giocatori di riferimento della squadra, ossia Kyrie Irving e Gordon Hayward, aveva subito proiettato i Boston Celtics come la formazione destinata dominare l’Est. Invece, durante la stagione regolare i ragazzi di Coach Brad Stevens non sono mai riusciti a trovare veramente la quadratura del cerchio: nonostante ci sia stato un discreto miglioramento a livello offensivo (4.5 punti segnati in più per 100 possessi), a mancare è stato l’apporto in modo continuo di Jayson Tatum, Terry Rozier e Jaylen Brown, i tre giocatori che hanno fatto la differenza nella scorsa Post-Season.

Jayson Tatum e Terry Rozier

Sarà quindi fondamentale, come punto di partenza, poter tornare a contare sul costante contributo di questi 3 giovani talenti all’interno del sistema orchestrato da Stevens; l’allenatore dei C’s ha tante soluzioni da poter utilizzare per quanto concerne i giocatori da schierare sul parquet. Nelle ultime settimane, Aron Baynes è andato a sostituire Marcus Morris in quintetto, formando così una coppia titolare di lunghi assieme ad Al Horford: il risultato è stato un 5-1 di record, tra le quali due vittorie fondamentali per il fattore campo contro i Pacers, e +18.5 punti per 100 possessi in più con loro due in campo insieme.

L’X-Factor dei Celtics dal quale dipenderà molto delle loro speranze di vittoria, sarà Gordon Hayward. Dopo un’annata caratterizzati da più bassi che alti ( nella sua mente si sono inevitabilmente sentiti gli strascichi dell’infortunio subito nell’Opening Night della stagione passata ), il fatto di uscire dalla panchina invece che partire titolare lo ha sicuramente agevolato a trovare quell’equilibrio che gli serviva. In più, nelle ultime 7 gare di Regular Season l’ex-Jazz ha viaggiato a 16.9 punti ad allacciata di scarpe tirando con il 62% dal campo. I numeri dicono che quando lui scollina i 15 punti realizzati, Boston ha altissime probabilità di portarsi a casa il successo.

Gordon Hayward

Inoltre, un aspetto da non sottovalutare sarà l’assenza di Marcus Smart, out almeno 6 settimane. Cuore e anima difensiva dei biancoverdi, se in attacco Boston ha tante altre alternative a cui affidarsi, la sua energia e fisicità sul perimetro saranno difficili da poter rimpiazzare; ciò non toglie che i favoriti restano senza dubbio loro.

Sponda Pacers, i ragazzi di Coach McMillan si presentano a questa serie consci di aver portato a termine una stagione al di sopra delle attese dopo che il terribile infortunio di Victor Oladipo, a fine gennaio, sembrava poter compromettere addirittura le chance Playoffs di Indiana. Thaddeus Young & compagni si sono affidati ai loro punti di forza, tra i quali spicca la difesa ( Top 5 con Oladipo, 8^ senza di lui ) e la loro capacità di non sbagliare le partite da vincere. Infatti, dall’1 febbraio Indiana ha avuto un record di 11-1 contro le squadre fuori dai Playoffs.

Ovviamente, senza la stella nonchè uno dei giocatori più Clutch della Lega nelle gare punto a punto, i Pacers hanno pagato contro i team da Playoffs: 5 vittorie e 14 sconfitte, con un attacco limitatosi a produrre 106.7 punti per 100 possessi in queste 19 gare. Bojan Bogdanovic è l’uomo salito in cattedra in assenza di Oladipo, viaggiando ad oltre 20 punti di media a gara ma, nelle quattro sfide stagionali contro i C’s, ne ha realizzati solo 13.5. Il tipo di apporto che potrà garantire il croato nella metacampo offensiva sarà fondamentale per capire come e quanto potrà Indiana impensierire Boston.

Bojan Bogdanovic

L’altro giocatore di riferimento di Coach McMillan è il centro titolare della squadra, che corrisponde al nome di Myles Turner: il 23enne ha conquistato la palma di miglior stoppatore della Lega in Regular Season (2.7 palloni respinti a partita), ma contro Boston ne ha totalizzate solo 3 in tre partite. Oltre al jumper dalla media, il numero 33 ha dimostrato di poter colpire con efficacia anche dall’arco (39% in stagione); ciò significa che dovrà far vedere di potere essere un fattore in attacco tanto quanto lo è in difesa.

La grinta di Myles Turner

In conclusione, ad Indiana non potrà bastare delle prestazioni difensive da manuale per sperare di avere la meglio contro una squadra come i Boston Celtics in una serie al meglio delle 7 partite: il contributo della 2nd Unit formata da Tyreke Evans, Cory Joseph, Domantas Sabonis ( presenza davvero ostica a rimbalzo ) e Doug McDermott sarà vitale per coltivare il sogno di accedere alla semifinale di Conference.

Pronostico: 4-2 Celtics

Michele Moretti
Nato e cresciuto con la passione per lo sport. La pallacanestro nel mio cuore, seguita e praticata sin da bambino. Calcio, Ciclismo e Tennis le altre discipline che guardo appassionatamente. Qui per provare a raccontarvi le emozioni che lo sport ci regala ogni giorno.

1 Comment

  1. Quest’anno vedo i Pacers piuttosto forti. Saranno alcuni interessanti Playoff! Grazie per il post, buona lettura!

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