CalcioSport di squadra

La top 11 delle sorprese della Serie A 2020/2021

0

Arrivati ormai a fine stagione di questo campionato, è ora di tirare le somme. Diverse le squadre e i giocatori che hanno deluso, ma anche quelli che sono andati oltre le aspettative. Proprio di quest’ultimi parleremo oggi, provando a mettere giù una top 11 (più una riserva per ruolo) delle più grandi sorprese della Serie A 2020/2021.

Portiere

Juan Musso (Udinese)

Il 26enne argentino è alla sua terza stagione all’Udinese. Dopo essersi preso il posto da titolare già a metà del primo anno, durante la scorsa annata ha difeso i pali della squadra friulana in tutte e 38 le gare (subendo 51 gol e realizzando 14 clean sheet). Quest’anno ha dovuto saltare 3 gare per infortunio (contro Fiorentina, Parma e Juventus), ma nei 31 match giocati spesso e volentieri è stato decisivo, arrivando già a 8 partite con la rete inviolata. L’Udinese è a un solo punto dalla famosa “zona salvezza” (fissata idealmente a quota 40 punti) e, se la squadra di Gotti è riuscita in questo risultato, è soprattutto grazie alle tante parate decisive realizzate da Musso. I diversi punti fatti dai friulani contro le big si devono anche alle grandi magie difensive dell’argentino, come nella vittoria per 3-1 contro la Lazio all’Olimpico, nel pareggio per 1-1 rimediato nel recupero della decima giornata contro l’Atalanta o nei due punti strappati contro le due squadre milanesi.

Difensori

davide Calabria (Milan)

Prodotto delle giovanili del Milan, dal 2015 in prima squadra, nella scorsa stagione sembrava che il giovane terzino fosse in rottura con i rossoneri. Fino alla pausa per COVID-19, gli veniva spesso preferito Andrea Conti e il suo minutaggio era in continua discesa. Però, da quando si è ripreso a giocare a giugno, Calabria ha riguadagnato la fiducia (di allenatore e tifosi) e minuti con grandi prestazioni che gli sono valse la conferma a fine anno e la titolarità in questa stagione. Quest’anno infatti, fino al momento dell’infortunio, era stato uno dei giocatori più importanti, continui e utilizzati da mister Pioli (solo Kessie aveva giocato più minuti di lui). Sulla fascia destra è diventato una certezza sia in fase offensiva (dove si propone costantemente e con grande impatto), sia in fase difensiva, dove è migliorato molto. Le 28 presenze in campionato sono state arricchite con 2 gol (uno inutile contro la Juve, uno pesante contro il Genoa) e 2 assist, ma soprattutto tanta intensità. Terzino non goleador, ma che quando ha la palla dalla distanza non disdegna di provare la soluzione. A Novembre ha esordito con la maglia azzurra contro l’Estonia ed è ormai entrato nel giro della Nazionale. La convocazione all’Europeo 2020 sarebbe la giusta ricompensa di un’ottima stagione.

gleison Bremer (torino)

Il 24enne brasiliano è stato senza dubbio uno dei migliori difensori della prima parte di stagione. Nonostante il Toro faticasse a fare punti, Gleison Bremer era sempre l’ultimo a mollare. Con il cambio in panchina (da Giampaolo a Nicola) le sue prestazioni sono calate, ma è pur sempre rimasto la colonna principale della difesa granata (e delle squadre di diversi fantallenatori). Oltre all’eccezionale senso della posizione e tempo per l’intervento, quest’anno Bremer si è fatto notare per i suoi gol, ben 4. I quali sono risultati decisivi per il pareggio contro il Verona (1-1), per il pari in rimonta contro l’Atalanta (3-3), ma soprattutto il brasiliano ha segnato il gol vittoria nel match di ritorno contro il Cagliari (1-0), che potrebbe risultare decisivo per la salvezza dei suoi. Il suo vizio del gol, però, si era già notato nella scorsa stagione, quando aveva chiuso con 3 reti.

alessandro Bastoni (inter)

Dopo un 2018-2019 ben giocato in prestito al Parma, mister Conte decide che è il caso di richiamarlo alla base. Dopo un pò di panchina, il mister ritiene che Alessandro Bastoni sia il giocatore giusto per diventare la terza punta del suo tridente difensivo. Buona la prima stagione a Milano, ma fa ancora meglio quest’anno. Di fianco a due giocatori del calibro di Milan Skriniar e Stefan De Vrij, il giovane talento azzurro è cresciuto esponenzialmente, trovando anche lui la prima convocazione in Nazionale maggiore a novembre. Anche per Bastoni la chiamata del CT Mancini per l’Europeo sarebbe il giusto riconoscimento per la stagione, nella quale ha disputato 30 dei 34 match giocati dall’Inter (di cui uno saltato per positività al COVID-19 e uno per squalifica), ma è stato uno dei più costanti nel rendimento dei neo-campioni d’Italia. In più, Bastoni, anche senza segnare (a differenza dei due gol dell’anno scorso), ha saputo comunque portare un  contributo davanti con ben 3 assist all’attivo (che dimostrano come il ragazzo sta sviluppando un discreto piede nei lanci lunghi). La sfida contro la Juve è stata la consacrazione definitiva. Dove, oltre all’assist per il 2-0 di Barella, ha realizzato una prestazione magistrale contro un attacco formato da Ronaldo e Morata.

federico dimarco (hellas verona)

Il terzino sinistro in prestito dall’Inter si era già messo in mostra due stagioni fa con quel gran gol proprio nella partita d’andata contro i neroazzurri (quando ancora giocava nel Parma). Ma l’esplosione definitiva è arrivata con il trasferimento al Verona. Già la scorsa stagione face molto bene, ma quest’anno sta facendo un campionato favoloso in una squadra che, fino a qualche giornata, credeva ancora nella corsa all’Europa. In 31 match giocati Di Marco ha realizzato 4 gol e 5 assist, numeri importanti per il terzino, soprattutto considerando che sta principalmente giocando come terzo di difesa (un ruolo a lui non troppo congeniale). Per lui diversi buoni match in cui è stato decisivo come nelle vittorie contro il Benevento per 3-1 e contro il Parma per 2-1 (entrambe condite con il doppio assist) o nel successo contro contro il Napoli sempre per 3-1 (dove ha trovato la via della rete). Però tutti si ricorderanno di DiMarco per il secondo Eurogol della sua carriera (dopo quello già citato contro l’Inter) nel pareggio esterno contro il Torino.

Centrocampisti

Mikkel Damsgaard (Sampdoria)

Il quasi 21enne danese è alla sua prima esperienza in Italia (nonché la prima all’esterno). Però il ragazzo ha saputo integrarsi subito bene con la squadra ed entrare nelle grazie di Mister Ranieri. Damsgaard nasce come trequartista ma, in 32 presenze con la Sampdoria, ha giocato in diversi ruoli (da centrocampista centrale a mezz’ala, da seconda punta ad esterno/ala sinistra), rivelandosi un giocatore versatile e capace di rendere al massimo ovunque lo metti. Praticamente quel jolly di centrocampo che agli allenatori piace molto e capace di produrre anche in uscita dalla panchina, come ha mostrato nella sfida con la Lazio dove è entrato a 22 minuti dalla fine e ha trovato anche il gol del 3-0. Per ora, il giovane danese, ha collezionato 2 reti e 3 assist, ma il suo apporto offensivo è passato anche attraverso diverse giocate intelligenti o decisive che non sono finite nelle statistiche. La miglior partita l’ha giocata contro l’Inter, quando è stato schierato come seconda punta di fianco a Keita, quando la Samp giocò in ripartenza e lui sfinì gli avversari con le sue geometrie in contropiede (tra le quali l’assist per il gol del momentaneo 2-0).

Franck Kessie (milan)

Il centrocampista ivoriano del Milan è probabilmente il giocatore meno sorpresa degli 11 scelti, ma se i rossoneri sono stati per 23 giornate in testa al campionato e ancora in lotta Champions a 5 giornate dal termine lo devono soprattutto a lui. Si Ibra, Calhanoglu, Kjer, Calabria e tanti i protagonisti dell’ottima stagione della squadra di Milano, ma Kessie è stato il migliore della squadra per rendimento e costanza. Frank è ormai diventato uno dei migliori centrocampisti in Italia e in Europa. In più, da quando è tornato ad essere il primo rigorista della squadra, è diventato anche il secondo miglior marcatore della squadra grazie alla sua freddezza dal dischetto (9 su 10 in campionato). Saltando un solo match fino ad ora, per squalifica dopo 5 ammonizioni, Kessie ha collezionato 10 gol e 5 assist (lui che nella miglior stagione in Italia aveva fatto 7 reti e 3 assist). Con 2.781 minuti giocati è il sesto giocatore più impiegato in Serie A, portieri esclusi. Trovare una sola partita in cui ha reso meglio delle altre è impossibile, quindi do un consiglio a chi lo accusa di segnare solo su rigore: andate a vedere il gol contro l’Udinese.

mattia zaccagni (Hellas verona)

Dopo anni a sgomitare per trovare spazio tra prestiti e stagioni con pochi minuti finalmente Mattia Zaccagni è diventato uno dei principali protagonisti della grande stagione della squadra di Mister Juric. Già nella scorsa stagione si era fatto notare soprattutto per il suo ruolo di assistman (con ben 9 passaggi decisivi), ma quest’anno ha trovato anche maggiore efficienza sotto porta. In 32 presenze, infatti, il trequartista scaligero ha raccolto 5 gol e 7 assist. Diverse le partite decise dalle sue giocate anche contro grandi squadre. Per lui gol e assist nella vittoria per 2-0 in casa dell’Atalanta e nel 3-1 rifilato dall’Hellas al Napoli, la miglior partita della stagione per il 25enne romagnolo. Però, il momento più alto della sua stagione, è arrivato con il gol partita nel 1-0 al Picco di La Spezia. Quella rete segnata in rovesciata è senza dubbio la più bella marcatura realizzata in questa stagione insieme al gol di Verde contro la Lazio.

Attaccanti

Nwankwo Simy (crotone)

Simeon Tochukwu Nwankwo, meglio conosciuto come Simy, è ormai alla sua quinta stagione al Crotone, la terza in Serie A. Per il nigeriano, dopo diverse buone annate, era arrivata l’ora di mostrare tutte le sue qualità. A sorprendere non è il fatto che ci sia riuscito, quanto il fatto di averlo fatto nella peggiore stagione della squadra Calabrese da quanto c’è lui. Il Crotone, infatti, è l’ultima in classifica da praticamente inizio campionato e retrocessa matematicamente con quattro giornate di anticipo. Nonostante ciò Simy ha già realizzato 19 gol e 2 assist (e ormai la quota folle di 20 reti è lì a due passi). Il 29enne africano ha decisamente alzato la sua media produttiva negli ultimi due mese dove ha realizzato ben 12 reti (segnando in 7 partite di fila e in 8 degli ultimi 9 match giocati). Ad aiutare i suoi numeri è stata anche una stagione baciata dalla buona salute, ha giocato tutti e 34 i match disputati fino ad ora dal Crotone (senza subire mai un problema fisico). Grazie a ciò ha stabilito diversi record di squadra e non solo, tra cui quello di diventare il miglior marcatore della storia della squadra con 65 reti scavalcando Andrea Delflorio storico attaccante degli anni 70 dei calabresi fermo a 54 gol.

Luis muriel (atalanta)

Il colombiano è probabilmente il giocatore più affermato di quelli presenti in questa formazione. Solo che (come ammesso dalla stesso giocatore) fino allo scorso anno non si era mai impegnato al massimo in allenamento e spesso non riusciva ad esprimere il suo talento. Ormai 30enne e maturo, Luis Muriel ha trovato la miglior stagione in carriera per statistiche e rendimento, incidendo anche dalla panchina (già la scorsa stagione era stato il miglior giocatore per gol fatti da subentrato). La maturità tecnica e tattica sviluppata negli ultimi anni si riflette anche sulle cifre messe su dal colombiano, che in 32 match giocati in Serie A ha realizzato 19 gol e 8 assist. Muriel, però, non è solo una riserva, anzi. In questa stagione è capitato più volte che, partendo titolare, decidesse la partita nei primi 30/40 minuti del primo tempo, giocando al massimo e uscendo poi nella ripresa. Come successo nel 2-1 contro il Crotone, con la doppietta a inizio partita che chiuse il match, o nel 3-2 interno contro l’Udinese, con altri due gol nel primo tempo che indirizzarono pesantemente la sfida. In più, gli 8 assist dimostrano come il ragazzo non sia un giocatore egoista, ma anzi propenso al passaggio decisivo per il compagno, dote che spesso esalta con giocate spettacolari.

dusan vlahovic (fiorentina)

Arrivato due anni fa dal Partizan, dopo una prima stagione da apprendistato in panchina e una seconda subentrante, Dusan Vlahovic si è finalmente guadagnato un posto da titolare fisso per i viola, a suon di gol e giocate decisive. La Fiorentina non è ancora matematicamente salva, ma se la squadra di Mister Iachini giocherà in Serie A anche la prossima stagione il merito sarà principalmente dell’attaccante serbo. Nelle prime 11 gare, ad essere onesti, anche Vlahovic ha faticato trovando una sola volta il gol. Ma dalla vittoria per 3-0 in casa della Juve (dove Dusan ha anche trovato la via della rete oltre che una bella prestazione) il suo rendimento e quello di tutta la squadra è decisamente migliorato. Attualmente ha all’attivo 18 gol e 2 assist in 33 match giocati. Ma il momento più alto è senza dubbio la vittoria al Vigorito contro il Benevento, che a fine stagione potrebbe risultare decisiva per la salvezza della squadra. Nel 4-1 esterno sono state ben 3 le reti del serbo, che ha trovato la sua prima tripletta in Serie A e da professionista.

Riserve

Ivan Provedel (spezia)

Lo Spezia non è ancora salvo, ma la stagione di Ivan Provedel è di gran lunga superiore alla aspettative. Dopo anni di prestiti in Serie B dal Chievo e tre stagioni all’Empoli (chiuse con solo 16 presenze in A), la squadra ligure gli ha offerto la chance di tornare nella categoria maggiore. Solo che, a inizio stagione, sarebbe dovuto essere il terzo portiere dietro ai veterani Jeroen Zoet e Rafael. L’infortunio subito dal primo e le cattive prestazioni del secondo hanno dato a Provedel l’opportunità di giocare titolare già dalla quarta di campionato. Lui ha risposto presente e nessuno lo ha più scansato (COVID-19 a parte). In 28 match il 27enne nativo di Pordenone ha tenuto la parta inviolata solo 4 volte subendo 49 gol. Tanti, se paragonati ai match giocati e con qualche errore da matita rossa annesso. Ma ricordiamo che lo Spezia è una neopromossa e lui doveva essere il terzo portiere. La sua miglior prestazione è senza dubbio quella realizzata contro l’Atalanta, dove è riuscito a difendere la porta senza subire gol da un assedio, durato 90 minuti, da parte del migliore attacco della Serie A.

Davide faraoni (hellas verona)

Siamo al terzo giocatore del Verona. Ciò dimostra la bontà della stagione della squadra veneta, nonostante il recente calo di risultati e rendimento nelle ultime settimane. L’esterno degli scaligeri, dopo una carriera passata tra Watford e Serie B, nel Verona trova il suo spazio. Mister Juric gli ritaglia un ruolo importante (il quinto a destra di centrocampo) e lui è capace di cogliere l’occasione e dimostrarsi all’altezza del ruolo. Dopo l’ottima scorsa stagione, chiusa con 5 gol e 3 assist, quest’anno si riconferma (con qualche rete in meno, ma più passaggi decisivi e coinvolgimento nell’azione). Quest’anno, in 31 match disputate, Faraoni ha realizzato 2 gol e 6 assist, venendo premiato in ben 15 gare con la fascia da capitano (anche se già in qualche occasione aveva indossato la fascia nella passata stagione).

Gonzalo villar (roma)

Lo spagnolo è arrivato nella scorsa stagione nella Capitale. Dopo un primo anno passato quasi sempre in panchina, in questa stagione ha avuto la sua chance e ha saputo mostrare tutto il suo talento. Villar è un giocatore il cui rendimento non è pienamente valutabile dalle statistiche (un solo assist e zero gol in 30 match giocati). Il 23enne iberico, infatti, si nota nella quantità di palloni che lavora a partita, nella quantità di lavoro sporco che fa, in fase di interdizione. Una volta diventato titolare di quel centrocampo, la Roma non ne ha più potuto fare a meno. In più è un ragazzo molto giovane, alla prima esperienza all’estero e in un club importante (prima del passaggio in Italia giocava in seconda divisione spagnola), quindi gli va dato tempo per crescere e maturare, ma è sulla strada giusta.

domenico berardi (sassuolo)

Chiudiamo l’articolo con uno dei più grandi “What if” del calcio italiano degli ultimi anni. Dopo le prime due stagioni in Serie A con il Sassuolo (chiuse con 16 gol e 6 assist la prima e 15 gol e 11 assist la seconda) tutti erano convinti che il calcio italiano avesse trovato una gemma rara. Berardi è stato l’unico giocatore capace di segnare 4 reti al Milan in una sola gara (oltre tutto ci è riuscito al suo primo confronto in assoluto con i rossoneri). Però, tra voci di mercato che davano per fatto un passaggio alla Juve mai avvenuto, tra un carattere focoso che spesso gli è costato diversi cartellini rossi e squalifiche (ben 6 le espulsioni e 62 gialli in A in 8 stagioni) e qualche infortunio di troppo, il suo rendimento è calato drasticamente tra il 2015 e 2019. Nella scorsa stagione abbiamo finalmente rivisto il Berardi che tutti ricordavano (14 gol e 10 assist), ma è in questa stagione che ha fatto nettamente la differenza. Il 26enne capitano del Sassuolo (sì, è ancora così giovane nonostante abbia già 234 presenze in A) sta disputando una stagione meravigliosa, 15 gol, 6 assist e soli 4 gialli in 26 match,  trascinando i neroverdi in zona Europa (che ormai dista soli 2 punti).

Giovanni Oriolo

Comments

La tua opinione è preziosa

Login/Sign up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: