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For the love of the game – La storia di Alex Smith

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La NFL è solita regalarci storie di uomini che attraverso lo sport trovano il pretesto per riscattarsi e rimettere sui binari giusti la propria vita. Quella che stiamo per raccontarvi è la storia di un uomo, di uno sportivo, Alex Smith, che grazie alla determinazione e alla forza di volontà è uscito dall’incubo di un infortunio che poteva costargli molto caro.

La carriera

Il nome di Alex Smith risuona nella testa dei più recenti appassionati come quello di uno dei tanti quarterback di seconda fascia, che stanno all’ombra dei personaggi più noti della lega. La realtà è che la carriera dell’ex QB è legata a doppio filo a tre personaggi che hanno fatto, e stanno facendo, la storia della NFL: Aaron Rodgers, Colin Kaepernick e Patrick Mahomes.

Partiamo dal principio, quindi dal draft del 2005. I San Francisco 49ers hanno la scelta #1 e secondo tutti sceglieranno Aaron Rodgers. Si rivelerà una notte di passione per l’attuale QB dei Packers, che vede scivolare il suo nome alla #24 prima di essere scelto da Green Bay. Nella baia approda invece Alex Smith, diventando titolare dopo poche partite.

Facciamo un balzo in avanti e arriviamo al 2012. San Francisco è una pretendente al titolo grazie all’ottima stagione precedente, chiusa solo al Championship della NFC a causa di una sciagurata partita del ritornatore Kyle Williams. Nella partita contro i Rams, Alex Smith subisce una concussion ed è costretto a lasciare il campo. Recupererà dopo due settimane, ma l’head coach Jim non ha dubbi e per il match contro i Saints conferma il giovane Colin Kaepernick come quarterback titolare.

I 49ers arriveranno poi fino al Super Bowl perso contro i Ravens, e per Alex Smith non c’è più posto. Non sapremo mai come sarebbe andata con Smith in campo, di certo resta un grandissimo rimpianto per non aver avuto la possibilità di portare a termine un percorso che lo aveva visto protagonista.

Per la stagione 2013 si accasa così ai Kansas City Chiefs, in quel momento forse la squadra peggiore della NFL.

Con l’aiuto di Andy Reid i Chiefs diventano una delle squadre più forti della AFC, pur senza arrivare mai fino in fondo ai playoff.
Arriviamo al 2017, Kansas City sceglie Patrick Mahomes e nel suo anno da rookie lo lascia alle spalle di Smith, per maturare e apprendere da un QB più esperto. Al termine della stagione i Chiefs decidono di puntare tutto su Mahomes, rinunciando al QB che li aveva portati in alto, il quale trova casa ai (furono) Washington Redskins. Ecco il terzo what if della carriera di Smith: cosa sarebbe successo senza l’arrivo di Patrick Mahomes?

Siamo così ai giorni nostri. Dopo un breve ma significativo riassunto del passato, è il momento di passare alla storia che merita di essere raccontata.

L’infortunio e la rinascita

Arriviamo al fatidico 18 Novembre 2018. È in corso week 11 e al FedEx Field i padroni di casa dei Washington Redskins (oggi Washington Football Team) stanno affrontando gli Houston Texans, in una sfida importantissima per l’accesso ai playoff. I Redskins sono in difficoltà, Smith non sta giocando la sua miglior partita ed ha già subito due intercetti; a metà del terzo quarto, la OL di Washington cede per la terza volta nel match e JJ Watt, insieme a Kareem Jackson, raggiunge il QB, che subisce un “sack” devastante.

Le immagini fanno il giro del mondo, in campo e sugli spalti scende il silenzio. Dai replay dell’azione si intuisce immediatamente che l’infortunio è grave, Alex si sdraia a terra e si toglie subito il casco, coprendosi il volto con le mani e con la maglia. Stravolto dal dolore, viene portato fuori dal campo tra la preoccupazione di compagni e avversari.

Alex Smith Injury

Alex Smith esce dal campo dopo l’infortunio – ©TheBostonGlobe


Durante il trasporto in ospedale, Smith chiede di vedere il risultato della partita, vuole sapere come sta giocando la squadra, è dispiaciuto di non poter combattere insieme ai compagni.

Le ore seguenti confermeranno che si tratta di una frattura scomposta di tibia e perone, la quale necessita ovviamente di un intervento chirurgico immediato e di una lunga riabilitazione, ma che non fa presagire nessun pericolo per il prosieguo della carriera del ragazzo, né tantomeno per il suo completo recupero. Il giorno successivo i medici dichiarano l’intervento perfettamente riuscito e, in quel momento, tutti tirano un sospiro di sollievo.

Neanche tre giorni dopo, tuttavia, il medico curante di Smith pronuncia queste parole: “La nostra priorità è salvare la sua vita. Successivamente faremo del nostro meglio per salvare la sua gamba. Qualsiasi altra cosa dovesse succedere sarà un miracolo”. Qualcosa è andato storto, Alex dopo l’intervento è febbricitante, perde spesso conoscenza, la ferita si è gravemente infettata e le analisi del sangue a cui viene sottoposto evidenziano che l’infezione, una fascite necrotizzante, si è diffusa in tutto l’organismo. Non si tratta più di una semplice frattura ad una gamba, adesso il ragazzo sta lottando per la vita.

Viene eseguito un lunghissimo intervento d’urgenza nel Thanksgiving Day, i medici devono rimuovere la pelle e i tessuti necrotizzati per scongiurare il pericolo che l’infezione si diffonda ulteriormente. L’intervento purtroppo sarà solo il primo di una lunga serie, alla fine Alex Smith avrà subito ben 17 operazioni.

L’infortunio, a questo punto, non sembra più provenire da un contatto sportivo, ma assomiglia molto di più ad una ferita di guerra; per pudore non pubblicheremo nessuna immagine della gamba del ragazzo, ma i medici iniziano a parlare chiaramente di amputazione.

Alex rifiuta categoricamente questa soluzione, ai medici dice “non perderò la mia gamba, mi serve per lanciare. Per me è tutto”.

L’unica soluzione possibile per restituire la normale funzionalità alla gamba destra è procedere prelevando parti importanti di muscolatura e tessuto dalla gamba sinistra, ma chiaramente questa procedura non garantisce nessun tipo di certezza, ed in più potrebbe compromettere definitivamente anche la gamba sana.

I mesi seguenti sono fatti di operazioni, dolore e paura che tutta questa sofferenza possa essere inutile, ma Smith è un combattente, la sua forza d’animo è enorme e contagia tutti coloro che lottano e sperano insieme a lui. Affronta la riabilitazione lottando ogni giorno al massimo, piano piano riesce ad appoggiare la gamba a terra, torna a camminare, poi riprende ad allenarsi. Alex ha un solo obiettivo. Vuole tornare in campo, vuole tornare a lanciare un pallone da football, vuole tornare a giocare lo sport che ama.

È il 18 Agosto 2020, sono passati quasi due anni da quel maledetto 18 Novembre 2018 e Alex Smith ha da poco compiuto 36 anni, quando il Washington Football Team pubblica questo annuncio su Twitter:

©Washington Football Team – Twitter


Il ragazzo è tornato e può indossare di nuovo la sua amata maglia numero 11. Alex riprende gli allenamenti con la squadra, che nel frattempo ha Draftato il QB Dwayne Haskins Jr., al suo secondo anno, ed ha tesserato Kyle Allen da Carolina.
In questo momento Smith è il terzo QB, le sue speranze di giocare sono pochissime, ma lui si allena comunque con la stessa devozione e passione di sempre, aiutando i compagni e insegnando i trucchi del mestiere a colui che occupa il suo ruolo in campo, semplicemente perché ama questo sport.

Il racconto potrebbe anche terminare qui, perché dopo aver rischiato di perdere la vita, per poi rischiare di non poter più tornare a camminare, il fatto che Alex possa nuovamente correre e sia ritornato ad una vita normale è già un miracolo.

E invece no, perché le favole hanno sempre un lieto fine.

Domenica 11 Ottobre 2020. La stagione NFL è in corso, siamo a week 5 e i Washington Football Team ospitano i Los Angeles Rams. Haskins sta guardando la partita dalla TV a causa di un attacco febbrile, al suo posto gioca Kyle Allen e a bordo campo c’è Alex Smith ad incitarlo. A circa due minuti dalla fine del secondo quarto, Allen subisce un contatto helmet-to-helmet con il CB dei Rams Jalen Ramsey; in questi casi, la procedura per concussion è automatica e Allen è costretto ad uscire.

Tutti intuiscono ciò che sta per accadere. Purtroppo il FedEx Field è vuoto a causa della pandemia, ma vogliamo immaginare lo stadio pieno, con tutti i tifosi in piedi; per fortuna ci sono i figli e c’è la moglie Elizabeth, fiera compagna e colonna portante della famiglia durante la battaglia personale del marito, che ancora non crede ai suoi occhi. Tocca a lui, tocca davvero a lui. Alex indossa il casco, entra in campo con naturalezza, i compagni lo aspettano e lui riprende esattamente da dove aveva lasciato, lanciando un pallone da football.

Alex Smith Comeback

Il ritorno in campo di Alex Smith ©NFL – Youtube


Alla fine Washington perde, e Smith fa anche in tempo a prendere un sack da Aaron Donald. Ma stavolta Alex si rialza subito, dopotutto il football è anche questo, prendere botte e rialzarsi. Tutto è tornato al suo posto, il miracolo è completo.

Difficile dire oggi se la NFL premierà Alex Smith come “Comeback Player Of the Year”, ma le immagini del suo incredibile ritorno hanno commosso l’America intera e gli appassionati di Football in ogni parte del mondo.

Lo sport in fondo è questo, serve a far sognare e a dare speranza, alcune volte lo sport può anche salvare una vita.

E allora bentornato Alex, e buon divertimento.

A cura di Marco Cherubini (@marcosehawks) e Davide Bottarelli (@BottaDavide)

Immagine in evidenza ©CBSSports

La Redazione
Account redazionale Twitter: @vitasportivait Instagram: @vita.sportiva

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