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Riparte la NFL: i nostri dieci osservati speciali

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La Regular Season NFL 2021 si è ufficialmente aperta con il Kickoff Game che ha visto scendere in campo i Tampa Bay Buccaneers campioni in carica contro i Dallas Cowboys.

Dopo questo sfizioso antipasto per entrare ancora di più in clima vi proponiamo una lista di dieci (+1) giocatori da tenere d’occhio nei prossimi mesi. Tra di loro troviamo giocatori offensivi, difensivi, rookie, veterani di lusso, reduci da gravi infortuni e anche chi è alla ricerca della consacrazione.

Trevor Lawrence (Jacksonville Jaguars)

Quello di quest’anno è stato un draft con tanti quarterback scelti e, soprattutto su quelli da primo giro, ci sono tante aspettative e curiosità. Ben 5 gli uscenti dal college chiamati al primo round e tutti con concrete possibilità di affermarsi in NFL e diventare il franchise QB della squadra che li ha selezionati. Mac Jones dei Patriots, Justin Fields dei Bears, Trey Lance dei 49ers, Zach Wilson dei Jets e Trevor Lawrence dei Jagurs hanno tutte le carte in regola per essere i protagonisti delle NFL del prossimo decennio/ventennio.

Lawrence è stata la prima pick assoluta dello scorso draft, selezionato della franchigia di Jacksonville. Il ragazzo è considerato un talento generazionale già dai tempi dell’high school e dopo aver confermato tutto il suo talento al college di Clemson hype e le aspettative su di lui sono sproporzionate. Forse troppe. Lawrence arriverà in una squadra molto giovane, inesperta e non troppo talentuosa. Jacksonville ha iniziato nelle ultime due stagioni un rebuilding totale (dirigenza e coaching staff compreso). Quindi, pensare che arrivi Trevor e risolva tutti i problemi e faccia tornare i Jaguars a un record positivo (e magari la postseason) è sbagliato. Sicuramente per la franchigia della Florida di apre una finestra di quattro anni (il tempo di durata del contratto da rookie) dove costruire qualcosa di concreto per tornare competitivi.

Jacksonville dovrà essere brava ad aspettare il suo nuovo QB e a creargli il contesto ideale intorno. Per prima cosa bisogna sistemare una linea offensiva, che ha qualche giocatore di un certo livello (come il centro Linder e la guardia Norwell), ma che può e deve ancora migliorata per far stare più tranquillo Lawrence nella tasca. Come WR hanno tanti giovani di prospettiva (Laviska Shenault, DJ Chark, Johnson Collins) e qualche veterano come Jones, ma nulla di speciale e nel ruolo di TE c’è il vuoto. Lo spot più coperto sarebbe dovuto essere quello dei RB con James Robison, senza dubbio la rivelazione della scorsa stagione, e Travis Etienne (fido compagno di Trevor dai tempi del college), ma che ha subito un infortunio in pre-season che lo costringerà ai box per tutta la stagione. In difesa, anche, c’è da lavorare e migliorare molto per togliere pressione e darà riposo al QB. In free agent è arrivato qualche veterano, ma anche lì nei reparti sono presenti tanti ragazzi con talento, ma inesperti e che ancora devo dimostrare di meritare di stare in NFL.

Dak Prescott (Dallas Cowboys)

1856 yards, 9 touchdown e 4 intercetti lanciati, 68% di completi. Questi i numeri realizzati da Prescott nel 2020 in appena quattro partite, prima del devastante infortunio alla caviglia che ha concluso la sua stagione e, di fatto, anche quella dei Dallas Cowboys. Dak riparte con le motivazioni giuste per riprendere da dove aveva lasciato, il potenziale offensivo della squadra è di tutto rispetto con Amari Cooper, CeeDee Lamb al suo secondo anno ed Ezekiel Elliott in piena forma.

Inoltre, la linea offensiva dovrebbe garantire adeguata protezione al QB numero 4 e, di conseguenza, ci sono tutti gli ingredienti per una stagione da protagonista. Da lui dipenderanno molte delle speranze di playoff della franchigia guidata da Jerry Jones, anche se purtroppo le incognite maggiori restano nel reparto difensivo, che potrebbe vanificare gli sforzi di una offense che promette davvero molto bene.

Prescott ha firmato nel corso di questa off-season un nuovo contratto da circa 160 milioni di Dollari per 4 anni e molto spesso è stato un QB nettamente sottovalutato rispetto alle sue prestazioni, ma questo potrebbe davvero essere l’anno della sua consacrazione, con legittime ambizioni di Comeback Player of The Year.

Jordyn Brooks e Darrell Taylor (Seattle Seahawks)

I tifosi Seahawks avranno certamente già capito il motivo per cui abbiamo unito questi due giocatori. Il front office di Seattle, infatti, per scommettere sul futuro della coppia Brooks e Taylor ha, di fatto, sacrificato una delle colonne portanti della difesa che ha vinto il Super Bowl 48; il contratto di K.J. Wright, scaduto al termine della stagione scorsa, non è infatti stato rinnovato e il numero 50 ha da pochi giorni firmato con i Las Vegas Raiders.

Jordyn Brooks è stato scelto al primo giro del Draft 2020 con la pick numero 27, esattamente una posizione prima di Patrick Queen; seppure inizialmente questa scelta fosse stata criticata, Brooks nella seconda parte della sua stagione da rookie si è rivelato un linebacker solido e performante. Questa stagione per lui sarà decisiva, in quanto dovrà dimostrare di essere pronto per giocare stabilmente come titolare e, nel prossimo futuro, prendere il posto di un altro mostro sacro come Bobby Wagner.

Darrell Taylor, anche lui scelto nel Draft 2020 con la pick numero 48, ha perso tutta la stagione da rookie a causa di un grave infortunio ad una gamba. Dopo un completo recupero e una ottima off-season, Pete Carroll ha deciso di investire pesantemente sul ragazzo, dirottandolo alla posizione così detta “LEO”, con compiti di pass-rush ma anche di copertura sulla linea dei linebackers. Taylor dovrà dimostrare di essere un talento ancora quasi totalmente inespresso e dal suo rendimento, unito a quello di Brooks, capiremo se la scommessa di Seattle di rinunciare a K.J. Wright sarà stata giusta oppure un clamoroso errore.

Matthew Stafford (Los Angeles Rams)

La trade più significativa della offseason 2021 è stata senza dubbio quella tra Rams e Lions che – al netto delle contropartite in termini di scelte – si sono scambiate i rispettivi QB, Matthew Stafford e Jared Goff.
Il 33enne Matthew Stafford, prima scelta assoluta nel draft del 2009 e considerato uno dei migliori quarterback della lega, avrà finalmente la possibilità di dimostrare il suo valore in una squadra che punta in alto come i LA Rams guidati dal genio di Sean McVay.

A Detroit Stafford ha trascorso dodici stagioni riuscendo a centrare i playoff in sole tre occasioni complici un supporting cast via via sempre più inadeguato soprattutto dopo il ritiro di “Megatron” Calvin Johnson e più in generale una società storicamente perdente e incapace di costruire un progetto in grado di ambire ai vertici della lega. A Los Angeles troverà un squadra reduce dal divisional round perso contro i Packers e un allenatore in grado di costruire attorno a lui un attacco esplosivo.
Stafford avrà certamente meno libertà e sarà più imbrigliato negli schemi ma siamo sicuri che McVay saprà sfruttare il suo braccione sul profondo nel migliore dei modi.

Quello che può destare qualche dubbio è semmai la scarsa abitudine di Stafford a guidare una squadra che lotta per vincere e che si trova avanti nel punteggio. Anzi, negli anni a Detroit è diventato famoso per le sue incredibili rimonte nel finale. Nel 2016 addirittura in 8 partite (record NFL) ha completato con successo il drive della rimonta nel quarto quarto.

Nick Bosa (San Francisco 49ers)

Non poteva che finire tra i nostri osservati speciali Nick Bosa, in quanto lui è l’emblema della stagione 2020 dei San Francisco 49ers: nel 2019, la sua stagione da rookie, Bosa è stato dominante: 9 sacks, 16 tackles for loss e 25 Quarterback hits. Numeri disarmanti, che Bosa non ha potuto replicare lo scorso anno solamente a causa della rottura del crociato, subita in week 2, che ha concluso anticipatamente la sua stagione. Purtroppo, il suo infortunio è stato solo il primo di una lunga serie che ha decimato il roster dei 49ers, impedendo alla franchigia Californiana di tentare un nuovo assalto al Super Bowl.
Nick Bosa è un talento più unico che raro, accompagnato da una struttura fisica imponente che può permettergli, salvo nuovi imprevisti, di diventare uno dei più forti Defensive End in NFL per i prossimi anni.

Bosa si presenta ai nastri di partenza della stagione 2021 completamente ristabilito e pronto ad assaltare nuovamente il backfield avversario, proponendosi come trascinatore di una difesa di primissimo livello, che può contare anche su Arik Armstead, Javon Kinlaw, Dee Ford e Fred Warner.
Le sue prestazioni e la sua tenuta fisica saranno decisivi per le ambizioni dei 49ers, insieme ovviamente al risultato della “scommessa” Trey Lance, che dovrebbe invece dare la svolta al reparto offensivo.

Justin Herbert (Los Angeles Chargers)

Il QB sophomore dei Los Angeles Chargers, dopo una prima stagione NFL stellare e ben sopra le aspettative, è chiamato a confermarsi in una squadra che ha deciso di puntare forte su di lui e che ora vuole tornare in postseason. L’anno scorso, Herbert, ha totalizzato 4118 yard su passaggio (274.5 di media a partita) con 31 TD, 10 INT e 218 a yard su corsa conditi da 5 TD e 396 passaggi completati dei 595 lanciati (il 66.6%). L’anno scorso gli infortuni e la sfortuna (ben 7 le gare perse per un touchdown o meno) hanno impedito alla squadra losangelina di competere per una wild card in postseason, chiudendo comunque con un discreto record 7-9. Quest’anno, con la squadra sana, rinforzata, un nuovo staff tecnico, l’eventuale conferma di prestazioni da parte di Herbert, i Chargers diventerebbero una delle più serie candidate ai playoffs nella AFC e i principali rivali di division dei Chiefs.

Il giocatore ex Oregon University è stato scelto nello scorso draft con la pick numero 6 e per molti addetti ai lavori quella era stata una chiamata troppo alta dei Chargers. Sul ragazzo giravano molti dubbi sulla precisione del braccio (perché sulla potenza si poteva dire poco già al college) e sulla sua capacità di ambientarsi in NFL. Justin ci ha messo poco a smentire tutto. In week 2, contro i Chiefs, viene lanciato in campo a 5 minuti dall’inizio della partita per un problema accusato da quaterback titolare (Tyrod Taylor), Herbert gioca una partita eccezionale e, aiutato da una difesa ancora integra, costringe i campioni in carica ai supplementari perdendo solo sul finale per via di un FG. Da lì in poi la stagione del numero 10 dei Chargers è un crescendo di risultati, prestazioni e premi vinti.

A fine stagione Herbert potrà vantare: il premio di rookie della settimana per ben 9 volte su 17 (2°, 4°, 5°, 7°, 8°, 9°, 11°, 15° e 17° del 2020), quello di rookie offensivo del mese di ottobre e novembre 2020, quello di miglior quarterback dell’undicesima settimana. Ma i più prestigiosi riconoscimenti sono la nomina nel All-Rookie Team 2020 e del Rookie Offensive of the Year 2020. Passando ai record raccolti dal giovane nativo dell’Oregon, Herbert, ha chiuso la stagione con il numero più alto di: TD PASS realizzati da un rookie (31), di TD TOT realizzati da un rookie (36), di partite da 300+ yard per rookie (8) e di lanci completati da rookie (396).

Julio Jones (Tennessee Titans)

Quando a cambiare squadra è un giocatore universalmente riconosciuto per diversi anni come il numero uno della lega nel suo ruolo, il trasferimento non può passare inosservato. Per quanto Quintorris Lopez Jones, più comunemente noto come Julio Jones, sia per questioni anagrafiche ormai nella fase calante della carriera resta uno dei ricevitori più forti e affidabili della NFL e per questo motivo il suo passaggio dagli Atlanta Falcons ai Tennessee Titans merita di essere posto sotto la lente di ingrandimento.

Julio Jones andrà ad inserirsi in un reparto offensivo guidato da Ryan Tannehill e che ha nel suo punto di forza Derrick Henry, running back capace di sfondare la barriera delle 2000 yards in stagione. Proprio l’inserimento di un ricevitore del calibro di Jones in coppia con AJ Brown consentirà ai Titans di togliersi di dosso quell’etichetta di attacco monotematico e di mettere le difese avversarie in seria difficoltà non potendosi più permettere di schierare formazioni pesanti per chiudere le corse in mezzo al campo.

La rincorsa al Vince Lombardi Trophy sfuggitogli per un soffio in quel di Atlanta (i tifosi dei Falcons e non solo avranno ancora negli occhi quella splendida ricezione che sembrava aver messo il risultato del Super Bowl LI in ghiaccio) e arrestatasi nelle ultime stagioni, è appena ricominciata.

Kyle Pitts (Atlanta Falcons)

Complice la presenza di ben cinque QB al primo giro del draft 2021 e una classe di ricevitori tra le più profonde degli ultimi anni, Kyle Pitts è stato selezionato con la quarta scelta assoluta dagli Atlanta Falcons passando quasi sotto traccia.
Il tight end in uscita da Florida ricorda molto quel tipo di giocatore che sta prendendo sempre più piede nella NFL moderna: una sorta di WR sovradimensionato in grado di competere in mezzo al campo con i linebacker più prestanti fisicamente ma anche sul profondo con i DB più agili in profondità. Insomma un’arma letale sulla strada tracciata da Travis Kelce e George Kittle.

Ma secondo molti Kyle Pitts può essere definito un “unicorno”, ovvero un prototipo di giocatore mai visto in NFL, in grado di aggiungere mani e movenze da ricevitore numero 1 di un attacco. A tal proposito, nell’attacco dei Falcons che ha dovuto dire addio alla sua stella Julio Jones, troverà molto spazio e sarà verosimilmente uno dei bersagli preferiti da Matt Ryan insieme a Calvin Ridley.

Travis Kelce (Kansas City Chiefs)

La scorsa stagione è stata senza dubbio la migliore della carriera di Kelce, per rendimento e numeri, probabilmente la migliore di per un TE. Travis, l’anno scorso, ha realizzato 105 ricezioni, 1416 yards totali (il record NFL per un tight end), 13.5 yards di media e 11 TD saltando anche una partita. Anche nei playoffs e nel Super Bowl perso il numero 87 dei Chiefs ha sempre dato il suo apporto, diventando in diverse sfide e nei momenti cruciali il target preferito di Mahoms e il giocatore che più ha fatto muovere la catena, anche più del WR1 e arma principale della squadra di Kansas City: Tyreeke Hill.

Per dare un’idea di ciò che è riuscito a fare Kelce, solo Stefon Diggs ha guadagnato più yards di lui (1535) e nelle prime 10 posizioni di questa speciale classifica ci sono solo due TE (lui e Waller). Il terzo non WR in questa classica è Alvin Kamara 44°, ma con la metà della yards ricevute di Travis. Questa statistica esalta, ovviamente, anche l’eccezionale stagione di del giocatore dei Raiders, ma rispetto al secondo tight end, Kelce ha ricevuto per 342 yards in più. Un distacco non da poco e, nella NFL recente, avere un TE che sa ricevere come un wide ricever crea diversi problemi alle difese e aumenta la pericolosità dell’attacco.
Quest’anno, in più, ci potrebbe essere lo stimolo George Kittle. Il TE dei 49ers che, dopo essere stato fermo per quasi un anno a causa di problemi fisici, è pronto a tornare a contendere il ruolo di miglior tight end della lega con Travis e di andare a battere quel record stabilito lo scorso anno dal giocatore dei Chiefs.

JJ Watt (Arizona Cardinals)

Potremmo quasi copiare quanto detto per Julio Jones e incollarlo sotto la voce JJ Watt, 3 volte vincitore del premio di difensore dell’anno (2012, 2014, 2015) e futuro Hall of Famer, inserito nella formazione ideale degli anni 2010.

Il più grande dei fratelli Watt ha lasciato quindi gli Houston Texans (che in due stagioni sono passati dall’illusione di poter fermare i Chiefs ad essere considerati la peggior squadra della AFC) per accasarsi quasi inaspettatamente agli Arizona Cardinals dove insieme all’altro DE Chandler Jones formerà una coppia sulla carta terrificante per le linee offensive di tutta la NFL.

Dopo essere stato rilasciato dai Texans ci si una destinazione verso una contender anche a discapito di un contratto meno remunerativo ma che lo mettesse nelle condizioni di giocare per il Super Bowl. E invece JJ ha firmato un contratto da 28 milioni in due stagioni con i Cardinals che per almeno per questa stagione non sembrano aver completato quello step ulteriore per passare da buona squadra da playoff a seria candidata.

I 32 anni e soprattutto i numerosi infortuni subiti iniziano a pesare e il tempo rimasto per andare a caccia del tanto sognato anello non è molto. Per questo motivo sarà uno dei giocatori che finirà sotto la nostra lente di ingrandimento ogni domenica.

 

Hanno partecipato Marco Cherubini, Davide Bottarelli e Giovanni Oriolo

La Redazione
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