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Astri Nascenti: Aurélien Paret-Peintre, il giovane transalpino alla conquista della tavola dei grandi

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Il mese di gennaio ci ha catapultato nella nuova e florida stagione ciclistica, che fra mille difficoltà e decine di cancellazioni sta volgendo ai nastri di partenza. Il fato per questa “stramba” annata ha voluto che la corsa che desse il “bando alle ciance” fosse il quarantenne Gran Premio di Marsiglia. Una bella corsa, molto combattuta e soprattutto caratterizzata dalla prima vittoria di un “giovine”, tralasciamo l’insensata mania di etichettare attraverso la classe d’età, corridore dell’alta Savoia, una buona promessa che prima o poi ci sorprenderà, o almeno speriamo. Nel frattempo abbiamo deciso di raccontarvi la sua storia e di catapultarvi nel mondo del giovane atleta altosavoiardo.

Ah non avete compreso a chi ci riferiamo? Beh per questa volta vi possiamo aiutare noi: l’articolo di oggi sarà dedicato al ventiquattrenne Aurélien Paret-Peintre in forza alla AG2R Citroën.

Aurélien Paret-Peintre, Grand Prix Cycliste la Marseillaise 2021

Per scoprire chi è il giovane Aureliano, come sicuramente l’avrebbe soprannominato il maestro Auro Bulbarelli, dobbiamo trasferirci in una “antica” regione francese a piè fra le dominatrici alpi e le rigogliose colline che circondano il lago di Ginevra, vale a dire nella verdissima alta Savoia. Un territorio incontaminato ricco di ascese sia asfaltate che sterrate in cui un giovane ciclista non può che apprendere l’arte della scalata, la medesima terra che per l’appunto diede i natali ad un discreto professionista come Jerome Coppel e alla più grande e longeva ciclista transalpina della storia: la cinque volte campionessa del mondo Jeannie Longo.

Aurélien Paret-Peintre nacque in quel di Annemasse il 27 febbraio del 1996, mentre in Giappone videro per la prima volta il grande pubblico i Pokemon e chissà che ciò non possa segnare positivamente la carriera del nostro ragazzo. Il buon Aurelien mosse i primi passi in questo magnifico sport nel 2013 nella categoria allievi grazie alla spinta incontrastata del papà, ex discreto dilettante all’epoca patròn del team giovanile della città di Annemasse.

Nell’anno seguente, da bravo scalatore quale si dimostrò nelle categorie minori, è riuscito a togliersi varie soddisfazioni tra le quali la vittoria al Trofeo Franco-Svizzero e soprattutto una tappa e la classifica generale dello storico Giro di Basilicata. L’anno dell’esordio nella prima categoria internazionale si concluse con un centoundicesimo posto al mondiale di Firenze.

Il giovane Paret-Peintre vittorioso al Giro di Basilicata 2013 – © Sassilive.it

L’annata successiva rappresentò la definitiva consacrazione nel mondo dei giovincelli “made in France” e lo proiettò immediatamente nelle fila dello storico team World Tour in cui ancora milita.

Vi è un giovane di belle speranze quindi e vi è un territorio prospero ed adatto alla pratica ciclistica eppure manca ancora un piccolo elemento portante della carriera di tutti i giovani aspiranti professionisti transalpini, ovvero una vera formazione dilettantistica in grado di garantire un percorso di crescita ben strutturato per un giovane come il nostro Aurélien. La fortuna dell’altosavoiardo fu quella di finire nel mirino di una formazione della massima categoria in grado di garantirgli un percorso di crescita all’interno di una squadra “vivaio”, un po’ come quello che intraprese appunto fra le fila del team Chambery.

La formazione dilettantistica del team a scacchi (AG2R, ndr), in soli venti anni di attività, è riuscita a formare e a portare alla notorietà atleti del calibro di Romain Bardet, Pierre Latour e Nans Peters; in poche parole, alcuni dei componenti della grande “branchia” del comparto degli scalatori del movimento transalpino dell’ultimo decennio, chissà che anche ciò non possa essere di buon auspicio per il nostro giovane pupillo.

In quest’ambiente così “romantico” e felice il giovane Aurélien non può che aver trovato linfa per le proprie capacità di attaccante e scalatore, tant’è che quest’oggi corre per l’appunto per il team dei grandi. L’epopea del giovane alla Chambery non fu, come si suol dire, di grande effetto, anzi apparve alquanto ricco di alti ed i bassi, furono in poche parole tre annate propedeutiche alla formazione fisica ma soprattutto “mentale” di un vero corridore professionista.

Ma oggi chi è Aurélien?

Sappiam di certo che il giovincello non sarà solamente il “corridore con il trattino nel cognome”, bensì siamo certamente consci della grande promessa e forse addirittura della  certezza che egli oggi rappresenta, basti ricordare l’ottimo sedicesimo posto finale raggiunto durante la scorsa corsa rosa. Eppure, come si evince anche dai vari profili social, Aurélien è sicuramente un ragazzo umile, dal viso “pulito” tipico di ogni qualsivoglia ciclista. Non vorremmo esporci eccessivamente ma di sicuro non possiamo che affermare che il giovanotto dell’alta Savoia possa davvero essere uno dei fautori del divertimento che il ciclismo ci offrirà. Nel mentre non possiamo che auguragli di divenire il nuovo Bardet o perchè no il nuovo Voeckler.

Vi lasciamo con una domanda: cosa diverrà realmente il giovane Aurélien Paret-Peintre

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Immagine in evidenza: © Ekoi

Leonardo Bonocore

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