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Grigor Dimitrov: talento e fragilità in un tennista sublime

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Non basterebbe un libro per raccontare la storia di Grigor Dimitrov, tennista bulgaro classe 1991, che nella sua carriera è riuscito a coniugare un talento strabiliante con una fragilità così “umana”, peculiarità che lo hanno condotto a picchi indimenticabili e a cadute altrettanto fragorose. Ma come disse Oscar Wilde: “La Bellezza non può essere interrogata, regna per diritto divino“, e Dimitrov di bellezza ne ha regalata a dismisura.

L’infanzia in Bulgaria e i primi passi nel tennis

Grigor Dimitrov nasce in Bulgaria, precisamente ad Haskovo, e lo sport diventa per lui un destino sin da subito. I genitori, Marija e Dimitar, sono entrambi ex pallavolisti e il padre ha fatto parte della squadra che ha vinto l’argento alle Olimpiadi del 1980. Dimitar sarebbe poi divenuto un allenatore di tennis e la prima guida del piccolo Grigor, che si avvicina alla racchetta all’età di 5 anni. Dimitrov cresce in un quartiere molto povero, che porterà sempre dentro al suo cuore e da cui imparerà una grandissima lezione per la vita.

La straordinaria carriera da Juniores

Nel 2006 Grigor inizia a giocare con continuità e nell’aprile dello stesso anno vince il suo primo titolo juniores in Bulgaria in un torneo di grade 5. Il primo traguardo importante non tarda ad arrivare, ed è la finale raggiunta e persa in doppio a Flushing Meadows nel 2007, in coppia con Vasek Pospisil. Il 2008 è un anno fondamentale nella giovane carriera del tennista bulgaro. Riesce prima ad imporsi nel torneo di Wimbledon, sconfiggendo in finale Henri Kontinen, e poi anche agli Us Open, sul cemento americano, battendo nell’atto conclusivo Devin Britton, concludendo al primo posto la carriera da Juniores.

L’esordio di Dimitrov nel professionismo

Durante l’aprile del 2008 Dimitrov corona un altro sogno, esordendo con la sua nazionale in Coppa Davis, dove vince sei incontri consecutivi. Nell’estate dello stesso anno, sfruttando una wild card, partecipa per la prima volta ad un torneo ATP a ‘s-Hertogenbosch. La prima vittoria nel circuito maggiore, seppur durante le qualificazioni, arriva in terra svizzera, avendo la meglio su Jiří Vaněk. Il primo grande squillo della sua giovanissima carriera è la vittoria contro Tomáš Berdych, numero 24 del mondo, sconfitto al primo turno dell’ATP di Rotterdam nel 2009.

La prima vittoria in un tabellone ATP per Grigor Dimitrov, appena 17enne.

Le prime vittorie importanti

Durante la stagione 2010 il tennista bulgaro mette in bacheca i primi 3 titoli Challenger. Nel 2011 vince la prima partita della sua carriera in un Grande Slam, precisamente all’Australian Open, contro Golubev. Il 2012 è l’anno della prima semifinale in un torneo ATP, giocata e persa al Queen’s contro David Nalbandian. A fine anno riesce ad entrare nella top 50.

L’esplosione definitiva di Grigor Dimitrov: un nuovo fenomeno mondiale

Il talento abbacinante di cui il bulgaro è fornito sta finalmente per rivelarsi. Nel 2013 vince il suo primo titolo ATP a Stoccolma, sconfiggendo in finale David Ferrer. Ma il vero capolavoro della stagione di Dimitrov è la sontuosa vittoria contro Novak Djokovic al Masters 1000 di Madrid, una perla di rara bellezza. Il bulgaro, appena 21enne, affronta il numero uno del mondo al secondo turno e sciorina un tennis strepitoso, fatto di recuperi stratosferici, slice taglienti, pennellate di rovescio e una tenuta mentale finalmente solida. Dimitrov ha appena dipinto un capolavoro, e riesce a metterci la firma, resistendo anche ai dolorosissimi crampi che lo attanagliano tra la fine del secondo set e l’inizio del terzo. In quel momento dà l’impressione di poter battere chiunque, ma al turno successivo si fa eliminare da Stan Wawrinka, mostrando il limite che ne condizionerà tutta la carriera, la mancanza di continuità.

La sontuosa vittoria di Grigor Dimitrov contro Djokovic durante il Masters 1000 di Madrid

2014: l’anno delle conferme e della top 10

Il talento di Dimitrov è finalmente sbocciato e, nonostante i soliti problemi di continuità e tenuta mentale, raggiunge per la prima volta i quarti di finale in un torneo dello Slam a Melbourne. Il culmine dell’anno per Grisha è la semifinale a Wimbledon, raggiunta dopo aver battuto 3-0 il campione uscente Andy Murray, con una prestazione semplicemente divina. In semifinale si trova davanti un Djokovic formato robot, che lo sconfigge 3 set a 1. Grazie alla semifinale all’All England Club, il bulgaro entra per la prima volta in top 10.

Uno straordinario Dimitrov sconfigge in tre set l’idolo di casa, Andy Murray

2015 e 2016: dopo l’apice arriva il declivio

Il 2015 di Dimitrov è caratterizzato da una lenta discesa in classifica, che lo porta fuori dalla top 20, e dalla mancanza di quei picchi qualitativi che avevano caratterizzato il suo tennis. Anche il 2016 è molto altalenante. Riesce ad arrivare in semifinale a Cincinnati e a partecipare a 3 finali ATP, però allo stesso tempo perde con avversari abbordabili per un tennista del suo bagaglio qualitativo.

2017, l’anno di grazia pt.1: la sfida storica contro Nadal

Il 2017 è l’anno di grazia per il campione bulgaro ed inizia nel migliore dei modi. Gioca un Australian Open stratosferico, sconfiggendo tra gli altri Gasquet e Goffin, e arriva in semifinale, dove trova Rafael Nadal. Ne esce una partita indimenticabile, uno scontro asfissiante e senza esclusione di colpi. Grisha sembra finalmente riuscire a coniugare il suo sfavillante talento con una fisicità e una “resistenza mentale” di ferro. Gioca un tennis etereo. Dall’altra parte della rete c’è però un campione irripetibile, dotato di una resilienza fuori dal comune. I primi due set sono combattuti, il primo va allo spagnolo (6-3) e il secondo lo porta a casa il bulgaro (7-5). Il tiebreak del terzo set è leggendario, i due contendenti non mollano un punto. Nadal va più volte avanti di un mini-break, ma il bulgaro puntualmente lo recupera. Sul 5-5 Grigor gioca un ottimo rovescio in diagonale, che manda in affanno lo spagnolo, ma non riesce a rendere definitivo il rovescio successivo. Alla fine di uno scambio eccezionale Dimitrov perde il punto con un dritto in corridoio e successivamente il set con un dritto in rete. Grisha si riprende vincendo il quarto set, in cui gioca un tie-break favoloso. Il quinto set è storia in movimento. Sul 4-3 per il bulgaro, Nadal serve e deve fronteggiare 2 palle break sanguinose. Dimitrov ha l’occasione della vita, ma Rafa si salva da campione, nel game successivo brekka il bulgaro e chiude il quinto set 6-4.

Grigor Dimitrov vs Rafael Nadal: la partita più bella ed emozionante della carriera di Grisha

2017, l’anno di grazia pt.2: il primo 1000 e “Maestro” dell’anno

A Cincinnati Dimitrov vince il suo primo Masters 1000, giocando un torneo perfetto, senza mai perdere un set, battendo in finale Nick Kyrgios. A fine stagione diventa il maestro dell’anno, vincendo il titolo più importante della sua carriera, le ATP Finals di Londra, contro un’altra sorpresa dell’anno: David Goffin. Sembra il momento del definitivo cambio di passo, l’inizio del “nuovo Dimitrov“.

L’inaspettato declino

Anziché consolidare il suo status di top 10 e puntare ad uno Slam, le due stagioni successive sono un calvario, con poche vittorie e molte delusioni. Uno dei pochi picchi è la conquista della semifinale agli US Open 2019, dopo aver sconfitto per la prima volta Roger Federer. Nel 2021 riesce ad arrivare ai quarti dell’Australian Open e in semifinale a Indian Wells, dopo aver sconfitto il numero 2 del mondo, Daniil Medvedev, con l’ennesima prestazione di irreale bellezza della sua vita tennistica. Contro il russo, Grisha danza in campo e il suo dritto è di una fluidità travolgente. La continuità del 2017 è comunque un lontano ricordo.

Grigor Dimitrov batte Daniil Medvedev a Indian Wells

La lenta rinascita degli ultimi due anni

Nel 2022 si rivedono sprazzi del miglior Grigor sulla terra rossa di Montecarlo, dove però in semifinale esce sconfitto contro il sorprendente Davidovich Fokina. Il 2023 inizia invece molto male, nel segno della tipica discontinuità, e il bulgaro sembra non riuscire a ritrovare i picchi che lo hanno sempre caratterizzato. Trova però una buona continuità e dopo un buon quarto turno a Wimbledon rientra nella top 20.

Masters 1000 Shanghai 2023: l’ennesimo squillo del bulgaro

L’appuntamento di ottobre con il 1000 cinese sembra il preludio all’ennesimo trionfo della star del momento, Carlos Alcaraz. Un eterno Grigor Dimitrov ci regala invece la sorpresa della settimana e con una prestazione che ricorda il miracolo di Madrid 2013 sconfigge il predestinato spagnolo. Dopo essersi fatto rimontare e aver perso il primo parziale per 7-5, il bulgaro vince il secondo con un sonoro 6-2 e chiude i giochi con un 6-4 nel terzo. Dimitrov perde poi in semifinale da Andrey Rublev, ma il torneo di Shanghai regala la sensazione che il bulgaro sia finalmente tornato ad alti livelli.

Masters 1000 Shanghai: Grigor Dimitrov batte il favoritissimo Carlos Alcaraz

Il connubio tra bellezza e fragilità

Grigor Dimitrov è stato ed è il più umano tra i campioni, ricco di meravigliose contraddizioni, di apici sfavillanti e ripide discese. Le cadute e le fragilità hanno reso ancora più speciale ogni gemma di bellezza che ci ha regalato in questi anni e siamo ancora pronti ad illuderci dopo una sua grande vittoria, nella speranza che sia quella della definitiva fioritura.

Immagine in evidenza: ©TheTennisLetter, Twitter

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Davide Rossit

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