Mentre Tokyo dorme

Il Day After. Ancora sul filo della magia con Vanessa Ferrari

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Day 11

Eccoci. Ci siamo ripresi, più o meno. C’è ancora nell’aria la magia di ieri, si percepisce chiaramente nel nostro fare svagato, come se tutto quello che c’era da fare fosse ormai stato fatto. Emozioni come quelle di ieri non si diradano velocemente. È un po’ come quando partecipi ad una festa indimenticabile, un evento totalizzante che ti prosciuga emotivamente. Il giorno dopo ti trascini, non fai nulla. È una sorta di post sbornia collettivo. Passi il tempo a rivivere con gli amici la festa vissuta ventiquattro ore prima, tutto risulta un po’ sfocato, magari mangiate anche qualche avanzo. Oggi l’abbiamo presa un po’ tutti così, le gare le abbiamo guardate quasi distrattamente. Alcuni di noi si sono esibiti in una caccia alla Gazzetta dello Sport, un po’ per avere una prova che tutto sia accaduto davvero, molto perché una prima pagina senza calcio non capiterà mai più. A proposito, alle 17.04 io non ho ancora la mia copia, ma potrei aver trovato l’aggancio per ottenerla.

Ieri sera ho avuto diverse difficoltà a prendere sonno, l’adrenalina in circolo era ancora tanta. Ne ho approfittato per un bel giro dei profili Instagram degli atleti. La squadra di nuoto e atleti di altre discipline che hanno assistito e festeggiato a Casa Italia, il Presidente del CONI che sembra lo zio ubriaco a un matrimonio, i ragazzi dell’Italbasket che accolgono in piena notte Tamberi. Poi finalmente poche ore tra le braccia di Morfeo. Al risveglio il Settebello ha completato la rimonta sull’Ungheria e la finale del Salto in Lungo è già ben avviata.

Ma l’appuntamento della notte è con le ragazze dell’Italvolley. Dopo il brutto 3-0 subito contro la Cina, devono provare a battere gli Stati Uniti per il primo posto. Vincere il girone vorrebbe dire essere sicuri di evitare la Serbia già ai quarti di finale, e sappiamo bene che sarebbe meglio. Le serbe ci hanno sconfitte in finale ai Mondiali nel 2018, poi nella semifinale degli Europei 2019. In questi anni è stata chiaramente la Nazionale più forte del mondo. Ci proviamo a battere le americane, ma alla fine dobbiamo arrenderci 3-2.

Qualcosa non va forse, ma di certo non è quello su cui insiste da qualche giorno il mio amico Mauro nella chat di Vita Sportiva (svelerò solo a tempo debito). Allora un sorteggio deciderà chi affronteremo tra Serbia e Corea del Sud, ed io non ho dubbi che sarà la prima. Conferma arrivata poco fa. Pazienza, magari è giunto il momento di invertire il trend. Vada come vada, saranno altre emozioni forti da vivere.

A proposito di quella magia che continua a serpeggiare nell’aria. Dopo un altro piccolo sonnellino, la mattinata inizia con l’esordio del ciclismo su pista e l’Italia protagonista. Ma è solo l’antipasto per l’evento di giornata. Vanessa Ferrari è una delle grandi figure dello sport azzurro degli ultimi quindici anni, ma non ha avuto la consacrazione olimpica che merita. I quarti posti di Londra e Rio sono stati probabilmente la benzina più efficace per farla arrivare a 30 anni ancora qui, e 30 anni nella Ginnastica Artistica femminile sono tanti. Eppure Vanessa non solo è qui, ma c’è da splendida protagonista.

Di mattina posta una foto con Gimbo, incontrato a colazione nel Day After, la vedo è faccio quel pensiero lì anche per oggi. Quello di Vanessa al Corpo Libero, a giudizio di chi ne capisce, è un grande esercizio e le vale un argento che è bellissimo per tutta la forza che ci ha messo in questi anni per non arrendersi ai colpi della sorte. Io non ho nessunissima conoscenza tecnica per valutare, ma guardandola esibirsi quella magia mi si è riaccesa.

Sta partendo la premiazione di Vanessa e mi accorgo che è già tempo anche di quelle altre due premiazioni. Non riesco a non riflettere sul fatto che stiamo seguendo una dozzina di ore di eventi al giorno, ma poi ci riduciamo sempre a questi quarti d’ora di orge emozionali. Antipasto della sessione serale di Atletica sono le premiazioni delle gare del giorno precedente, oggi la colonna sonora dominante è Il Canto degli Italiani, per dirla con Alberto Rimedio. Mentre Jacobs e Gimbo si godono il loro momento, noi riavvolgiamo il nastro delle ultime, irreali, ventiquattro ore. Nessuna delle baggianate che si leggono in giro sul mancato spareggio tra Barshim e Tamberi e su Marcell (non ho intenzione nemmeno di accennarle) potrà mai scalfire l’eccezionalità di questa sbornia collettiva, uno stato d’incredulità ed eccitazione condivise che ci fanno pensare che tutto sia possibile.

E allora teniamocelo stretto quanto più possiamo, perché sappiamo bene non durerà troppo a lungo. Cavalchiamo l’onda di questo entusiasmo che spero contagi anche altri azzurri. Domani partono i match a eliminazione diretta negli sport di squadra, avremo ancora bisogno di un po’ di questa magia.

Speriamo di poterla raccontare di nuovo qui , Mentre Tokyo Dorme. Vietato spegnere i sogni.


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Vincenzo Bruno
Laureato in Lingue e Letterature Moderne, nato a Palermo nel 1983, vive a Isola delle Femmine, piccola località costiera alle porte del capoluogo siciliano. Aspirante insegnante e appassionato di sport, letteratura e storie, nella sua pagina Instagram “Gente di Sport” alimenta l’amore per la scrittura facendovi convergere spesso le sue più grandi passioni. Due suoi racconti brevi, Notti Bianche e La Prima Volta, sono stati inseriti nella raccolta Pausa caffè: letteratura espressa, pubblicata da Prospero Editore nel 2016.

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