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Astri Nascenti – Sei talenti da ammirare al Sei Nazioni 2021

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“Astri Nascenti” volge lo sguardo al futuro raccontando la storia dei giovani più promettenti del panorama internazionale. Particolare attenzione ai nomi meno noti al grande pubblico, con la speranza che la loro carriera possa spiccare il volo.


Per la gioia di tutti gli amanti dello sport questo weekend inizia il Sei Nazioni 2021. Ci attende un mese di rugby spettacolare, durante il quale Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Francia e Italia si daranno battaglia in alcuni degli stadi più belli al mondo; quest’anno però chiusi al pubblico causa covid.

In quest’articolo vengono presi in considerazione sei tra i molti giovani talenti, uno per squadra, tutti pronti a brillare nel torneo più antico del mondo per  confermarsi definitivamente nel massimo livello.

Cercasi flanker

L’Inghilterra si presenta al Sei Nazioni con un gruppo ristretto rispetto al solito, qualche debuttante di spicco (Odogwu, Obano) e un’incognita in terza linea: l’assenza di un top player come Sam Underhill porterà per forza coach Eddie Jones a dover schierare uno tra Willis, Wilson o Earl.

Il classe ’98 dei Bristol Bears è senza dubbio un profilo da seguire.

L’esultanza di Ben Earl contro la Scozia ©englandrugby

Ben Earl è un flanker di medie dimensioni (“solo” 1.86 per 102 chili) molto abile in attacco, dove si dimostra un ball carrier dinamico votato all’offload, ma anche in difesa non si risparmia. La sua capacità di giocare tutti i ruoli in terza linea potrebbe essere un asso nella manica per la nazionale della Rosa.

Per ora ha solo 3 presenze con l’Inghilterra, con cui però ha sempre ben figurato.

Sulle orme del padre

In Scozia non hanno dubbi su chi giocherà primo centro questo Sei Nazioni: Cameron Redpath, 21 anni lo scorso dicembre. Nato a Narbonne, in Francia, muove i primissimi passi verso il rugby a Gloucester, quando il padre vi giocava come mediano di mischia. Cameron infatti è un figlio d’arte: suo padre Bryan Redpath è un ex giocatore professionista, che vanta ben 60 caps per la Scozia come mediano di mischia.

Il giovane Redpath ha anche militato nelle nazionali giovanili inglesi, scegliendo però a gennaio di seguire le orme del padre. Questa stagione è spesso titolare per il Bath in Premiership; squadra con cui dal suo debutto nel 2020 ha collezionato 17 presenze e 2 mete, distinguendosi per unire velocità, un’ottima tecnica e la capacità di bucare le difese avversarie.

Oltremanica lo definiscono già una stella, noi non vediamo l’ora del suo debutto al 6 Nazioni.

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Un fulmine tra i Dragoni

Sempre dalla Gran Bretagna arriva uno degli ultimi prodotti del vivaio gallese: Louis Rees-Zammit. Classe 2001, la giovanissima ala ha impressionato da subito chiunque per la sua velocità sulla fascia e per la quantità di mete che riesce a segnare: già una ventina di marcature tra i professionisti per lui con gli inglesi del Gloucester.

Rees-Zammit si presentò molto bene sul palcoscenico internazionale qualche mese fa realizzando proprio all’esordio la sua prima meta per i Dragoni. Quest’anno è pronto per un ulteriore salto di qualità con la maglia del Galles, con al suo fianco giocatori d’esperienza come North, Liam Williams e Halfpenny per farlo crescere ancora.

Rees-Zammit va in meta contro la Georgia ©Autumnnationscup

Un gigante…esplosivo

Voliamo nell’Isola di Smeraldo, dove troviamo l’Irlanda di Sexton con un mix di giocatori di assoluta esperienza e diversi giovani in rampa di lancio: tra questi la versatile seconda linea del 1999 Ryan Baird, scuola Leinster, convocato proprio a pochi giorni dall’inizio del torneo per sostituire linfortunato Quinn Roux. Con i suoi 112 chili spalmati su 198 centimetri, il giovane di Dublino potrebbe rivelarsi l’ennesimo elemento di spicco nel pacchetto di mischia irlandese; infatti grazie alla sua inusuale velocità e alla sua forza dirompente con l’ovale in mano è davvero difficile da fermare, soprattutto in campo aperto.

Si spera di vederlo esordire il più presto possibile, nonostante la competizione tra gli avanti sia alta.

Dalla Francia con furore

I Bleus nell’ultimo anno solare hanno mostrato una lunga schiera di giovani dal futuro più che roseo, pronti a riportare la Francia ai fasti dei primi anni 2000; su tutti la già affermata coppia Dupont-Ntamack. Questo Sei Nazioni 2021 non vedrà però l’apertura di Tolosa, fermo ai box per un infortunio.

Al suo posto sarà presente uno tra Mathieu Jalibert e Louis Carbonel.

Quest’ultimo in particolare, nonostante gli sembra essere preferito l’altro numero 10 , potrebbe essere una delle rivelazioni del torneo.

Louis Carbonel si prepara a piazzare ©francerugby

Carbonel, nato nel 1999, presenta già un palmarès di assoluto rispetto, tra cui figurano 2 coppe del mondo giovanili, un Sei Nazioni under 20 e uno scudetto éspoirs con la maglia del Tolone; squadra in cui milita fin dalle giovanili e con cui sta brillando anche in questa stagione. La sua visione di gioco e il suo intelligente utilizzo del gioco al piede potrebbero risultare un’arma letale per la Francia, qualora fosse presente in cabina di regia.

Italian style

Come le altre squadre europee, anche l’Italia sta lanciando alla ribalta una nuova ondata di giovani, sperando in importanti vittorie in ottica Sei Nazioni. Tra i diversi azzurri di rilievo non si può non segnalare Stephen Varney, mediano di mischia di 19 anni in forza al Gloucester.

Varney nasce e cresce in Galles, ma in virtù delle sue origini italiane raggiunta la maggiore età decide di vestire la maglia azzurra, con cui ha esordito lo scorso autunno. Finora si è distinto per una lodevole tecnica, oltre che per rapidità, scaltrezza e una certa propensione a raggiungere la meta.

Si tratta di un giocatore che da titolare potrebbe davvero dare una marcia in più all’Italia.

Stephen Varney in azione per l’Italia ©italrugby

Samuele De Rossi

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