L'interViStaNuotoSchermaSci AlpinoSport InvernaliTuffi

6 pillole di cultura sportiva gentilmente offerte da Gianmario Bonzi

0

Esistono pochi “addetti ai lavori” con cui si è in grado di poter spaziare su qualunque sport pur mantenendo elevato il proprio grado di conoscenza. Gianmario Bonzi, telecronista di Eurosport e giornalista, fa sicuramente parte di questa ristretta cerchia. Voce dello sci alpino femminile tra i tanti altri sport che commenta, è stato di recente ospite su Sfere di Cristallo, il nostro podcast dedicato agli sport invernali, ma l’occasione è divenuta opportuna per trattare del panorama sportivo a 360°. Riportiamo in ordine sparso alcuni temi di interesse generale scaturiti dalla lunga conversazione.

Come è nata la passione per lo sport

Si parte con un aneddoto del passato, che può essere rivisto come uno spunto per la cultura sportiva in Italia nel presente.

«Se faccio questo mestiere lo devo anche a due album di figurine della Panini, che sono usciti nel 1986, quando avevo 10 anni, e nel 1988, che adesso non fanno più, ahimè. Sì, per Rio (2016, ndr) hanno fatto l’album degli azzurri impegnati poi ai Giochi. Ma nell’86 e nell’88, quando io proprio scoprivo ed iniziavo a seguire lo sport, sono usciti due album che si chiamavano “Supersport”, con tutti i campioni di tutti gli sport tra cui calcio, nuoto, atletica leggera, scherma, Formula Uno, motori vari, tennis e via dicendo. Sempre nel 1986 uscirono i volumi meravigliosi […] “100 anni di sport in fotografia” perché la Gazzetta festeggiava i 90 anni dalla nascita. Quindi, in quel periodo, già ero intrippato con lo sport […], da lì sono definitivamente impazzito».

Chissà se al giorno d’oggi un album come Supersport, con infografiche e descrizioni di ogni singolo atleta di qualsiasi sport a corredo delle figurine da incollare, e volumi da collezione che vadano oltre la sola narrazione scritta, non possano far innamorare una nuova generazione di possibili appassionati sportivi, oltre che contribuire alla diffusione di una vera e propria cultura sportiva.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Gianmario Bonzi (@gianmariobonzi)

L’Italia dello sci alpino femminile sta vivendo il miglior momento di sempre?

In quanto telecronista dello sci alpino femminile non potevamo esimerci dal chiedergli un parere su quella che, a tutti gli effetti, può essere considerata la nuova valanga rosa. Sofia Goggia, Marta Bassino, Federica Brignone e le altre compagne sono arrivate molto vicine a collezionare una stagione da record, e con ogni probabilità sarebbe successo se non fosse stato per l’infortunio della bergamasca che, come afferma lo stesso Bonzi, «ha cambiato tanto», soprattutto ai Mondiali di Cortina. Ma qual è il potenziale di questo movimento in vista delle prossime stagioni?

«A livello femminile possiamo metterci comodi e goderci i risultati anche nei prossimi anni. C’è da tenere presente però una cosa. Tra Alice Robinson, classe 2001, e Zrinka Ljutic, che è una croata che fra poco vedrete ad alti livelli, non è che dietro dormano. Per cui quando è il momento di raccogliere, ed è adesso, raccogliamo. Perché poi arriverà un momento in cui probabilmente non riusciremo ad avere Bassino, Goggia e Brignone a quei livelli allo stesso tempo. Anzi, secondo me non ne abbiamo mai avute tre così contemporaneamente. Abbiamo avuto Compagnoni e Kostner che a livello di grandi eventi hanno vinto anche molto di più. Tre atlete che possono puntare a vincere la Coppa del Mondo nello stesso periodo storico è una situazione che va sfruttata».

L’impressione è che la nazionale italiana femminile di sci alpino stia vivendo uno dei migliori momenti della sua storia ma, per arrivare ad essere considerato il miglior momento di sempre, sia necessario alzare l’asticella e mirare a raccogliere più risultati possibili finché c’è tempo.

Tokyo 2020: la nazionale italiana deve puntare su nuoto e scherma

Siccome a breve si disputeranno le Olimpiadi di Tokyo 2020, rinviate di un anno per i motivi che tutti conosciamo, abbiamo chiesto un “pronostico” su quante medaglie potrà conquistare l’Italia nella prossima rassegna a cinque cerchi. È ancora presto per definire un numero preciso, ma nel corso della puntata viene fornita un’indicazione molto utile, che riportiamo nelle prossime righe:

«Mentre l’ago della bilancia a Rio 2016 dovevano essere la scherma e il tiro, con la scherma che lo è stata in parte con un oro e tre argenti e il tiro con quattro ori (che non rivinceremo), adesso credo che nuoto e scherma possano essere i nostri forzieri di Tokyo. Nuoto perché abbiamo diverse chance da medaglia, anche 6-7 o 8 se vogliamo: sull’oro vedo più Paltrinieri, poi vedremo se su una o due gare. Mentre la scherma ha finalmente questa novità dei dodici eventi da medaglia. Ci sono tutte le armi: se vogliamo, abbiamo un po’ meno chances nella sciabola femminile individuale, dove sono arrivati risultati con meno continuità, ma c’è da dire che le ultime due campionesse olimpiche sono state due sorprese. In tutte le altre 11 gare, però, in linea teorica puoi anche vincere l’oro. Poi è chiaro che non puoi vincere 11 ori nella scherma, però hai la possibilità di vincere in 11 delle 12 gare della scherma. A quel punto pensi che puoi arrivare a prenderne anche 4 di ori, impresa riuscita solo a Berlino 1936. L’obiettivo deve essere vincere 4 ori nella scherma. Difficile, perché è sempre più globalizzata, ma se ne vinci 4 lì, allora il nostro medagliere prende un’altra piega».

Una previsione sull’Italia alle prossime Olimpiadi Invernali

Dai Giochi Olimpici estivi alle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022. L’Italia riuscirà a raccogliere di più rispetto alle 10 medaglie, di cui 3 d’oro, dell’ultima edizione?

«Speriamo finalmente di raccogliere per quello che valiamo, pure nello sci alpino, anche se alle Olimpiadi è andata meglio, storicamente parlando, rispetto ai Mondiali. Speriamo comunque di raccogliere davvero di più nel biathlon, dove ci manca l’oro olimpico che non abbiamo mai vinto, […] dopodiché abbiamo diverse carte da giocarci. Non escludo che già Vinatzer l’anno prossimo possa essere competitivo per una medaglia in slalom, anzi me lo auguro; credo che sia possibile anche se in slalom maschile possono vincere in 30, quindi è complicato. C’è sempre Paris naturalmente, abbiamo un credito con (Dominik, ndr); Fischnaller, visto che ha sfiorato a PyeongChang con tutto quello che è accaduto in quella gara. E’ tornata Arianna Fontana alla grande, e lei è un’altra che non sbaglia mai quando conta, per cui con Martina Valcepina, Sighel e un buon movimento giovanile si può raccogliere nello short track. Nel fondo c’è Pellegrino, che ha puntato tutto sulle prossime Olimpiadi, perché la sprint si terrà a skating ed è difficile che esca dal podio sinceramente. Si tratta di capire se possono arrivare più medaglie d’oro, c’è una bella differenza tra argenti/bronzi e oro, e lì l’ago della bilancia può essere proprio lo sci alpino. Chissà se per una volta riusciremo a raccogliere per il potenziale, per quanto si semina. […] Io rifirmo per tre (ori, ndr) e dieci (medaglie, ndr). Ripetere i tre ori non sarà mica facile, speriamo finalmente di arrivare ad un’Olimpiade in cui di ori nello sci alpino ne vinciamo due. […] Non semplice, ma possibile vincere anche quattro ori, credo che l’obiettivo debba essere quello».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Vita Sportiva (@vita.sportiva)

Il CIO fa bene a spingere per le competizioni miste?

Altro tema molto interessante uscito dalla lunga conversazione è quello dei team event e delle competizioni miste. Il Comitato Olimpico Internazionale, perseguendo l’ideale dell’uguaglianza di genere, sta portando format di gara misti ove possibile. Tuttavia, queste competizioni talvolta non si sono rivelate molto eque. Cosa ne pensa a riguardo un appassionato ed esperto di sport come Gianmario Bonzi?

«In alcuni casi possono essere anche accettabili. Parlo degli sport dove commento io. Se prendiamo i tuffi, per mettere assieme un uomo e una donna nel trampolino 3 m devi prendere non certo il maschio più potente, perché a quel punto va sulla luna. Quindi diventa una questione di potenza e non certo di tecnica, devi mettere assieme il maschio meno potente e la ragazza più potente, non necessariamente sono i più bravi però alla fine viene un sincro di un certo livello. Nel nuoto adesso, nelle staffette miste, fanno gareggiare le donne contro le donne e i maschi contro i maschi, ma noi abbiamo visto una gara in cui un uomo ha recuperato una vasca e mezza sulla ragazza solo per questione di fisico e di potenza. Voi ditemi se questo è un bello spettacolo, con delle onde alte due metri e la ragazza che viene travolta da queste onde. Io non ci vedo nulla di spettacolare nelle competizioni miste e lì non c’è niente da fare, il CIO vuole andare in questa direzione e fra un po’ ci arriveremo anche nella scherma, che è un altro sport di cui mi occupo. Ormai il team event misto c’è dappertutto».

Il problema logistico delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026

Per chiudere il cerchio, uno sguardo all’organizzazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. C’è tanto lavoro da fare e i problemi non mancano, in particolare riguardo alla possibile doppia località dello sci alpino.

«Ci sono diverse questioni da sistemare. […] Io non credo che alla fine avremo due località, anche se avere un’Olimpiade sulla Stelvio è il massimo assoluto. Però io lo sci alpino lo farei o tutto di qua o tutto di là. […] Non so come andrà a finire ma credo che ci saranno diverse sorprese, perché ho l’impressione che il CIO voglia assolutamente che la località per lo sci alpino sia unica. […] Per cui ho idea che ne vedremo delle belle sia sul pattinaggio di velocità sia sullo sci alpino. Non so davvero cosa si possa fare perché per le ragazze va benissimo Cortina, che è storica; per i maschi è storica Bormio, però a livello logistico è un bel problema. E (quello logistico, ndr) sarà il vero problema di queste Olimpiadi, perché poi a livello di collaudo impianti, visto che si parla di impianti che hanno ospitato già Mondiali in tutte le discipline, e di bellezza delle piste, dei paesaggi, del turismo e del cibo italiano, non ci possono essere dubbi. Il problema è principalmente logistico, perché andare da Milano a Cortina è lunga».

⬆ Clicca sul tasto play per ascoltare la puntata completa

Prima di uscire dall’articolo ti ricordiamo che con il nostro canale Telegram abbiamo l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per te. Unisciti!

Luca Montanari
Dimostrerò che lo sport è una lettura semplificata della realtà. Instagram: @lucamontanari_98 Twitter: @Luca_Monta_

Comments

La tua opinione è preziosa

Login/Sign up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: